Airbnb cede alle pressioni di Bruxelles: prezzi più chiari e maggiori tutele

Le misure introdotte dopo che la Commissioni europea aveva chiesto all'azienda maggiore trasparenza

Niente più brutte sorprese, e soprattutto niente più rischi. Da quest’anno le vacanze estive avranno tutto un altro sapore, per quanti amano programmarsele a colpi di click. Airbnb ha rivisto il proprio modo di fare business, rendendolo più a misura di consumatore. Una rivoluzione resa possibile dall’opera della Commissione europea, che ha preteso maggiore trasparenza e chiarezza sulla piattaforma della nota azienda a cui sempre più si ricorre per trovare un alloggio.

Prezzi più chiari

Cosa cambia, con l’arrivo dell’estate 2019? Innanzitutto la politica del listino. Finora Airbnb non aveva mai specificato tutto il costo a chi riservava un appartamento, ma si limitava a fornire la tariffa del solo alloggio, con il risultato che il prezzo di partenza non era mai uguale al prezzo finale di prenotazione, sempre più alto, perché si aggiungeva solo dopo il costo del servizio. Adesso invece verranno precisate sin da subito spese aggiuntive, tasse varie ed eventuali, costi extra. Non ci saranno più brutte sorprese, insomma.

Reclami

Cambiamenti importanti sono stati introdotti anche nel caso in cui la vacanza dovesse essere rovinata a causa di spiacevoli imprevisti. Chiunque potrà contattare Airbnb attraverso l'indirizzo email di Airbnb Payments Ltd, da oggi in poi messo a disposizione di tutti. Se poi si dovesse arrivare alle vie legali, niente paura: ognuno potrà fare causa dal proprio Paese di residenza. Per i cittadini comunitari si potrà in qualunque momento avviare la causa anche sulla piattaforma on-line ODR per la risoluzione delle controversie.

Clausola di responsabilità

Non finisce qui. Finora tutti i danni eventuali agli appartamenti trovati da Airbnb erano a carico della persona che riserva la sistemazione. Che a rovinare gli interni, le tappezzerie o ad aver otturato il bagno fosse l’utente vero e proprio o un ospite in visita, non faceva alcuna differenza. Adesso invece, non è più la stessa cosa. Viene riconosciuta la possibilità di specificare il nome su cui rivalersi in caso di ‘sbadataggine’.

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Plauso dell'Ue

“Sono molto soddisfatta che Airbnb sia pronto a collaborare con la Commissione europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori per migliorare il modo in cui funziona la sua piattaforma”, ha commenta il commissario per la Tutela dei consumatori, Vera Jourova. “Mi aspetto che altre piattaforme seguano l'esempio”.

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