"Europe first" e lotta per il clima: ecco la nuova agenda Ue

Il 20 e il 21 giugno i leader dei 28 Stati membri si riuniranno a Bruxelles per disegnare la rotta futura dell'Unione (e decidere le poltrone calde di Commissione, Consiglio e Bce). Tra le priorità, anche la stretta sui migranti

Quattro priorità per tenere insieme le tendenze a destra e le richieste a sinistra, con una forte impronta verde. Sono i punti centrali della bozza di quella dovrebbe diventare la guida dell'Unione europea per i prossimi cinque anni, la "nuova agenda strategica" su cui i 28 Stati membri dovranno trovare un accordo al prossimo vertice di Bruxelles, fissato per il 20 e il 21 giugno.

Europe first

Il documento di cinque pagine, visionato in anteprima dell'Agi, contiene, come dicevamo, quattro priorità: "proteggere i cittadini e le libertà; sviluppare una base economica forte e vibrante; costruire un futuro più favorevole al clima, verde, giusto e inclusivo; difendere gli interessi e i valori europei sulla scena globale". L'ultimo punto sembra quasi una risposta Ue all'America first di Donald Trump e mira a creare una vera politica estera europea: l'Ue deve essere "più assertiva e più potente", ma questo richiede "più unità" da parte degli Stati membri, si legge nel testo. In sostanza, ai nazionalismi, Bruxelles prova a sostituire una sorta di 'sovranismo europeista'. Un punto che dovrà fare i conti con le solite divisioni interne tra i Paesi.  

Migranti e sicurezza

Laddove la strada di un'intesa sovranazionale sembra più facile da raggiungere è il punto sui migranti, non a caso uno dei più dettagliati: "Dobbiamo sapere e essere quelli che decidono chi mette piede nel territorio Ue - si legge nella bozza - Il controllo effettivo della frontiera esterna è un prerequisito assoluto per mantenere la legge e l'ordine e assicurare il funzionamento delle politiche Ue". Un passaggio, questo, in linea con quanto visto di recente in Germania, dove popolari e socialdemocratici hanno approvato norme più severe per ridurre l'ingresso di migranti e favorire i respingimenti. Non a caso, nel documento si cita come obiettivo anche quello di "approfondire la cooperazione con i Paesi di origine e transito per combattere l'immigrazione illegale". Che tradotto significa accordi chiari in tema di rimpatri. 

Non manca il riferimento anche ai flussi interni, i cosiddetti movimenti secondari, e alla riforma del regolamento di Dublino: i leader, si legge, si impegneranno a trovare "un modo per avanzare sulla politica interna di migrazione e asilo" e in parallelo per compiere i "passi necessari a assicurare il funzionamento corretto di Schengen". 

Il tema della sicurezza ritorna più volte in quella che dovrebbe essere la nuova agenda strategica Ue: "L'Europa deve essere un luogo in cui le persone si sentono libere e sicure" e "deve proteggere i suoi cittadini contro le minacce esistenti e emergenti e difendere i loro diritti e le loro libertà". Sul fronte democratico, il documento indica la necessitaà di proteggere l'Ue "da cyber-attacchi e guerre ibride" e di "combattere gli effetti destabilizzanti della disinformazione". L'agenda fa anche riferimento all'importanza dello "stato di diritto" che deve essere "pienamente rispettato da tutti gli Stati membri". 

Il clima

Il fatto che uno dei 4 assi strategici sia la questione ambientale, potrebbe prefigurare un ruolo maggiore dei Verdi all'interno di quella che al momento sembra la maggioranza politica che terrà le redini delle istituzioni Ue nei prossimi 5 anni: popolari del Ppe, socialdemocratici del Pse e liberaldemocratici dell'ex Alde. Il cambiamento climatico, si legge nella bozza, è una "minaccia esistenziale. L'Ue puo' e deve essere leader, avviando una trasformazione profonda della nostra economia e della società per realizzare la neutralità climatica".

L'economia

Il tema ambientale è connesso anche alla questione del rilancio dell'economia europea e del completamento del mercato interno. Un passaggio apposito è dedicato alla trasformazione digitale: "L'Ue deve lavorare a tutti gli aspetti della rivoluzione digitale e dell'intelligenza artificiale". Inoltre, "c'à la necessità di una politica industriale più ambiziosa, comprensiva e coordinata". Sul commercio e la minaccia Cina, "sarà vitale promuovere la parità di condizioni" e assicurare una "concorrenza equa dentro l'Ue e sulla scena globale combattendo le pratiche scorrette e i rischi di sicurezza da parte di Paesi terzi", dice il documento. Non manca un'impronta 'socialista' quando si citano "le disuguaglianze, che colpiscono in particolare i giovani" e che "costituiscono un rischio politico, sociale e economico maggiore". Per questo, "una protezione sociale adeguata, mercati del lavoro inclusivi e la promozione della coesione aiuteranno l'Europa a preservare il suo modo di vita".

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