Sabato, 18 Settembre 2021
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Per Gentiloni "la crisi afgana dimostra la necessità di una difesa europea"

Il commissario italiano sottolinea che lo spazio lasciato dagli Usa nello scacchiere mondiale potrebbe essere colmato "da potenze che non hanno lo stesso rispetto di valori per noi irrinunciabili"

Operazioni di evacuazione in Afghanistan - foto Ansa

Quanto accaduto in Afghanistan con il ritorno al potere dei talebani in seguto al disimpegno degli Stati Uniti di Joe Biden dimostra che "la domanda di un'Europa più presente a livello geopolitico va molto più veloce della nostra capacità di risposta" sulla quale "o acceleriamo" con la creazione di una vera difesa comune "o si creerà un vuoto a livello globale" che potrebbe "essere sostituito da potenze che non hanno lo stesso rispetto di valori per noi irrinunciabili". È il monito lanciato da Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari Economici, intervenendo all'incontro 'L'Europa del Recovery plan - Next generation Eu', al Meeting di Rimini.

"Vorrei dire 'se non ora, quando?': sulla difesa comune ci sono progetti e buone intenzioni", ma "bisogna accelerare le decisioni europee, questa sarà una delle prossime 3-4 grandi sfide per l'Ue", ha affermato il commissario italiano. Con la guida degli Stati Uniti che si potrebbe affievolire a livello geopolitico nell'alleanza Atlantica, per l'esponente del Pd senza un'Ue forte il vuoto potrebbe essere insomma colmato da altre superpotenze come Cina o Russia, che già stanno aumentando da tempo la loro influenza nello scacchiere mondiale. “Tutti noi apparteniamo a generazioni privilegiate, che hanno potuto conoscere i valori della libertà e della persona. E si sono abituate a considerarli come valori non negoziabili, intrinsecamente presenti nelle nostre società", ha premesso Gentiloni.

"Invece ci dobbiamo rendere conto che, se vogliamo garantire anche alle prossime generazioni questo privilegio, c'è una sfida aperta. Perché il modello che dà per scontata la centralità della persona e l'irrinunciabilità della libertà, non è un modello unanimemente condiviso a livello globale. Ci sono esperienze, anche esperienze di grande successo, penso alla Cina, che dimostrano che si può avere un modello di capitalismo autoritario, se lo vogliamo chiamare così, che assicura comunque crescita economica, benessere almeno fino a un certo punto, ma che certamente non è fondato sul valore irrinunciabile della persone e della libertà" ha continuano il rappresentante dell'esecutivo comunitario.

Per il commissario la lamentata assenza dell'Ue su questi temi è provocata "dalla spinta talvolta delle stesse autorità di governo che lamentano quest'assenza, a incoraggiare gli egoismi e i protagonismi nazionali". Ma "le due cose assieme non le avremo mai" e "se vogliamo essere rilevanti sul piano globale, lo dobbiamo fare a livello europeo, non succederà mai a livello nazionale". Per il prossimo anno la difesa comune sarà quindi a sui avviso "una delle tre o quattro grandi sfide della nuova Commissione europea", ha detto ancora Gentiloni che ha ribadito: "Per quanto mi riguarda io farò di tutto perché dalla lezione dell'Afghanistan si tragga questa conclusione: serve una difesa europea".

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