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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Il caso / Germania

Perché Adidas ha vietato il numero 44 dalle maglie della nazionale tedesca

Secondo uno storico il design ricorda quello del simbolo delle SS naziste, ma il marchio nega fosse intenzionale. Gli Europei di calcio rischiano di essere un palcoscenico per l'estrema destra tedesca

Le prime polemiche al centro dei prossimi europei di calcio, che si terranno in Germania in estate, non riguardano un calciatore o un commissario tecnico, ma un numero: il 44. Il marchio Adidas e la Federcalcio tedesca il primo aprile hanno comunicato di aver interrotto la vendita delle maglie della nazionale tedesca di calcio con questa cifra impressa sul dorso e sul petto. Il motivo è la sua somiglianza con il simbolo utilizzato dalle unità naziste delle SS durante la seconda guerra mondiale.

Il sospetto che il design della maglia potesse scatenare polemiche è emerso il 29 marzo, quando uno storico aveva definito "discutibile" il design adottato dall'azienda tedesca di abbigliamento sportivo. La nazionale capitanata dal portiere Manuel Peter Neuer sarà impegnata nei prossimi europei di calcio, che si terranno dal 14 giugno al 14 luglio. Il timore è che i neo-nazisti, che negli ultimi anni hanno iniziato a recuperare consensi, possano approfittarne per trasformare l'evento in un palcoscenico per le loro azioni e messaggi. 

Il divieto delle maglie col numero 44

La scelta è stata drastica: la Adidas ha smesso di offrire la personalizzazione delle maglie con nomi e numeri, mentre la Federcalcio tedesca ha interrotto la consegna delle maglie con il numero 44 dal proprio negozio online. I numeri sono composti da piccoli "blocchi" neri profilati di bianco. La federazione ha dichiarato di essere alla ricerca di un design alternativo per il numero 4 insieme al suo partner 11teamsports. La decisione di ritirare le maglie con il numero 44 è arrivata dopo che varie voci avevano sottolineato che i due "quattro" posizionati vicino somigliavano al simbolo SS stilizzato, usato dal gruppo Schutzstaffel del partito nazista del Terzo Reich di Adolf Hitler.

Noto come SS, il gruppo paramilitare comprendeva unità di polizia, forze di combattimento e altri soggetti, inclusi coloro che gestivano i campi di concentramento in cui furono eseguite le uccisioni di massa di civili durante la seconda guerra mondiale. In Germania il simbolo delle SS è vietato. "Nessuna delle parti coinvolte ha visto alcuna vicinanza al simbolismo nazista nel processo di sviluppo del design della maglia", ha sostenuto la federazione su X, ex Twitter. 

La somiglianza col simbolo vietato

Le preoccupazioni sulle maglie erano state sollevate dallo storico Michael König, che su X aveva definito "molto discutibile" il design della divisa. La runa tipica delle SS, disegnata nel 1929, nell'immaginario collettivo è diventata sinonimo dei crimini perpetrati dai nazisti. I membri delle SS erano responsabili della sorveglianza dei campi di concentramento, dell'interrogatorio di sospetti traditori e della gestione di campi di sterminio. Solo ad Auschwitz, in Polonia, oltre un milione di persone vennero uccise. Tra esse principalmente ebrei, ma anche rom, omosessuali e oppositori del regime. Su X alcuni utenti hanno fatto notare come negli ambienti vicini al partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) siano rimasti "sconvolti" dal fatto che non si possa andare in giro con i simboli delle SS per mostrare il proprio "orgoglio nazionale". L'Afd è in testa ai sondaggi (col 20% circa delle preferenze) in vista delle elezioni europee del 2024. 

La difesa del marchio Adidas

La Adidas ha tenuto a precisare la mancata intenzionalità del riferimento a qualunque simbolo nazista. "Noi come azienda ci impegniamo a opporci alla xenofobia, all'antisemitismo, alla violenza e all'odio in ogni forma", ha affermato Oliver Brüggen, in qualità di portavoce del marchio. "Bloccheremo la personalizzazione delle maglie", ha assicurato, ricordando che per l'azienda di abbigliamento sportivo lavorano persone provenienti da circa 100 Paesi. "Qualsiasi tentativo di promuovere opinioni divisive o escludenti non fa parte dei nostri valori come marchio", ha sottolineato Brüggen. 

Le polemiche sui colori inclusivi

Un'altra decisione sulla divisa tedesca che aveva suscitato polemiche riguardava invece il colore rosa, adottato per la maglia da trasferta. In questo caso molti tifosi dicono che riflette la diversità della Germania, mentre quelli critici sostengono che non corrisponda alle tenute tradizionali, accusando la Federcalcio tedesca di aver adottato questo colore solo per raccogliere più soldi dalla vendita delle t-shirt sportive.

Un dibattito analogo è emerso in Inghilterra, dove nelle scorse settimane i tifosi britannici hanno criticato le modifiche apportate alla croce di San Giorgio, che si trova sul retro del colletto della maglia della squadra allenata da Gareth Southgate. In questo caso l'azienda statunitense Nike ha risposto al polverone affermando che l'uso del viola e del blu scuro insieme al tradizionale rosso voleva rappresentare "l'inclusività". Una scelta poco apprezzata dai sudditi del Re Carlo, che hanno qualificato come irrispettosa la modifica. Il 14 giugno, all'inaugurazione degli europei in Germania, i padroni di casa affronteranno la Scozia. 

La nazionale tedesca è una delle più "multietniche" tra quelle europee. Indossano la sua divisa  giocatori di origini turche, ivoriane, camerunesi e polacche, solo per citarne alcune. Dopo la debacle degli scorsi europei, in cui la Germania uscì agli ottavi contro l'Inghilterra, spetterà all'allenatore Julian Nagelsmann rinsaldare un “orgoglio nazionale”, ben distante dalle atrocità compiute dai nazisti.

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