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Lunedì, 20 Maggio 2024
L'adesione / Svezia

Cosa cambia con l'ingresso di Stoccolma nella Nato

"Profondità strategica" nel Mar Baltico come nell'Artico, ma anche aeronautica e industria della difesa di eccellenza. Cosi Stoccolma alza il muro dell'Alleanza atlantica di fronte alla Russia

La Svezia è diventata ufficialmente un membro della Nato. Il suo ingresso, ufficializzato il 7 marzo dopo un lungo braccio di ferro diplomatico con la Turchia, mette fine a quasi due secoli di neutralità da parte di Stoccolma, e potrebbe segnare l'inizio di una nuova fase per l'Alleanza atlantica non solo nel Baltico, ma anche nel sempre più strategico (militarmente ed economicamente) Artico. Le parole chiave sono "profondità strategica", innovazione tecnologica e aeronautica. Da declinare con lo sguardo rivolto alla Russia di Vladimir Putin.

La profondità strategica

Insieme all'ingresso della Finlandia, quello della Svezia chiude in qualche modo il cerchio della difesa del Baltico dalle potenziali mire di Mosca. Il Paese scandinavo, ricorda il centro studi Wilson center, porta in dote all'Alleanza tre nuove posizioni strategiche: lo stretto di Oresund, che collega il Mare del Nord al Mar Baltico, l'isola di Gotland, la più grande della regione e considerata una sorta di "portaerei inaffondabile" per la sua posizione centrale nei Paesi baltici, e la costa lungo il Mare di Aland e il Golfo di Botnia, che "renderà più facile per l'Alleanza difendere" la regione delle isole Aland. La Svezia sta aumentando la propria presenza militare in queste aree, in particolare a Gotland: l'isola si trova a solo 300 chilometri di distanza da Kaliningrad, l'exclave russa sul Mar Baltico che gli analisti considerano come il tallone di Achille della Nato nella regione. Per gli esperti, l'ingresso di Stoccolma e Helsinki nell'Alleanza depotenzierà i rischi derivanti da questa sorta di tenaglia costituita da un lato da Kaliningrad, fortemente militarizzata da Mosca, e dalla Bielorussia.

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L'aeronautica

A pesare negli equilibri in quest'area è senza dubbio la forza di fuoco dell'aeronautica militare svedese, una delle più grandi d'Europa grazie ai circa 100 aerei da combattimento (destinati ad aumentare nei prossimi anni). Esattamente un anno fa, la Svezia ha firmato un'intesa con Norvegia, Finlandia e Danimarca per integrare le capacità aeree e scoraggiare la Russia. Questo difesa nordica dei cieli dovrebbe consentire agli Stati Uniti di ridurre la propria sorveglianza e presenza aerea nella regione. 

C'è poi da considerare che Stoccolma "possiede una flotta sottomarina di livello mondiale, con alcuni dei sottomarini più avanzati in funzione, e un patrimonio di conoscenze sulla navigazione nelle acque poco profonde del Mar Baltico" che non possiedono né Stati Uniti, né la Russia, sottolinea il Wilson center. La Svezia dispone anche di truppe anfibie mobili progettate specificamente per la velocità e la flessibilità nelle zone costiere. Ciò potrebbe rafforzare in modo significativo l’efficacia operativa negli ambienti arcipelagici difficili da navigare, come la costa estone. Senza dimenticare imbarcazioni da combattimento veloci, hovercraft e cacciatori costieri, utili sia per la difesa, sia per eventuali attacchi. 

Tecnologia e industria della difesa

Uno dei maggiori vantaggi dell'ingresso della Svezia della Nato è la sua industria militare e tecnologica. "L'industria della difesa svedese, una delle più grandi in Europa, ammontava a 3 miliardi di dollari nel 2022, con esportazioni di materiale per la difesa per un totale di oltre 2 miliardi di dollari - si legge sempre nel rapporto del Wilson center - Le più grandi aziende di difesa del Paese producono alcune delle attrezzature più sofisticate sul mercato, come il Jas 39 Gripen di Saab e il Combat Vehicle 90 di BAE System AB". Le persone impiegate nel settore sono circa 28mila, ma il numero e la produzione sono destinati a crescere dopo che il governo ha annunciato un maxi aumento del bilancio annuale per la difesa a partire dal 2024, che dovrebbe essere il doppio di quello stanziato nel 2020.

C'è poi da considerare l'apporto del settore tecnologico. Ci sono aziende di punta delle tecnologie della comunicazione e dell'informatica come Ericsson e Hexagon, per esempio, oltre a un'ecosistema che continua ad attrarre startup e che hanno fatto del Paese una sorta di "Silicon valley" dell'Europa. Nel 2020, il governo ha lanciato il Cybercampus, iniziativa che sta rafforzando la cooperazione tra forze di difesa, università pubbliche e aziende private per contrastare minacce informatiche e ibride, di cui la Russia fa largo uso. Da non sottovalutare poi il fatto che la Svezia possiede grandi quantità di minerali critici, come il più grande giacimento di terre rare del continente, che sono fondamentali anche per l'industria della difesa.

L'Artico

Infine, tornando al ruolo geostrategico, il Paese scandinavo potrebbe rappresentare un avamposto ulteriore per la Nato nella regione artica, sempre più importante a livello globale per commercio e difesa. Lo scioglimento della calotta glaciale sta aprendo nuove rotte marittime, ma ad attirare è anche e soprattutto la presenza di giacimenti di idrobarburi e minerali. Qui la Russia ha da tempo allungato le sue mire, e lo stesso sta facendo la Cina. Stoccolma non è stata con le mani in mano, come dimostra la recente scoperta del già citato giacimento di terre rare, che si trova nella regione di Kiruna, a nord del circolo polare artico. Sempre in questa zona, la Svezia ha avviato nel 2023 la costruzione di due nuove guarnigioni militari.

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