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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Patto Ue

Gli Stati che non accolgono migranti dovranno pagare: compromesso Ue sui ricollocamenti

Via libera dei governi a un sistema che consentirà ai Paesi che non vogliono accogliere persone di ‘sdebitarsi’ con un contributo finanziario

È arrivata l’intesa tra i governi europei sulla gestione comune dei flussi migratori. A oltre un anno e mezzo dalla presentazione del nuovo Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, i ministri dell’Interno degli Stati membri hanno dato l’ok alla dichiarazione politica che delinea un meccanismo solidale tra i Paesi per far fronte agli arrivi. Tuttavia, il documento non prevede alcuna redistribuzione obbligatoria dei migranti, bensì un meccanismo su base volontaria. 

“Il meccanismo di solidarietà sarà obbligatorio per tutti gli Stati membri”, ha annunciato Gerald Darmanin, ministro dell'Interno francese al termine della riunione. “Oltre una dozzina di Paesi, compresi la Francia e la Germania, si sono finora impegnati ad applicare un sistema di ricollocamento” e dunque a ricevere migranti in arrivo dagli Stati che si affacciano sul Mediterraneo o che sono coinvolti da altre tratte migratorie. I Paesi che non sono disponibili ad accogliere migranti, ha avvertito il ministro, “dovranno offrire un sostegno finanziario che sarà versato direttamente ai Paesi di primo ingresso”, ha spiegato il rappresentante della presidenza francese del Consiglio Ue.

“Nei prossimi giorni la presidenza francese e la Commissione europea organizzeranno un incontro della piattaforma di solidarietà per dare espressione concreta a questo storico accordo”, ha annunciato la commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson. Oltre all’approvazione del sistema di gestione di solidarietà, i ministri dell’Interno hanno dato sostegno “a larga maggioranza” ai due regolamenti sullo screening e sull’Eurodac, il database europeo delle impronte digitali, “per rafforzare la protezione delle frontiere dell’Ue”, ha aggiunto Johansson. 

Il sì dei ministri, dopo oltre venti mesi di trattative, era stato anticipato da alcune indiscrezioni della stampa europea che aveva dato conto di un documento condiviso a livello diplomatico che prevede la possibilità, per i Paesi che non vogliono accogliere migranti sbarcati nelle coste europee del Mediterraneo o arrivati via terra negli altri Stati, di offrire un contributo finanziario. L’intesa include anche rassicurazioni sui movimenti secondari, ovvero sull’arrivo di migranti senza permesso di soggiorno dopo che questi ultimi sono già passati per almeno un altro Paese Ue. 

All’indomani della presentazione del Patto Ue per la migrazione e l’asilo, la proposta della Commissione europea per superare le attuali difficoltà legate all’assenza di un sistema condiviso di gestione dei flussi, l’Italia, assieme ad altri Paesi mediterranei, aveva fatto pressioni per una maggiore solidarietà nella ripartizione dei migranti. Ai tavoli diplomatici, Roma aveva adottato la logica del pacchetto, negando i passi avanti sui movimenti secondari finché non si sarebbe arrivati ad un accordo sull’arrivo di migranti dagli Stati extra-Ue. Una posizione poi moderata nel tempo per arrivare un accordo con i governi tradizionalmente più scettici sul ricollocamento automatico e obbligatorio dei migranti. Di qui l’ok al documento approvato.

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