Ue-Giappone, ok al libero scambio che piace al M5S (ma non ai Verdi)

Istituirà una zona commerciale di 600 milioni di persone che copre un terzo del Pil mondiale e circa il 40% del commercio globale

Tusk e Juncker con il premier giapponese Abe - © European Union , 2018

Dal Parlamento europeo è arrivato il via libera all'accordo di libero scambio tra Ue e Giappone, il più grande trattato commerciale bilaterale mai negoziato dall'Ue. L'accordo, approvato con 474 voti in favore, 152 contrari e 40 astensioni, eliminerà quasi tutti i dazi doganali sulle merci esportate, per un totale di 1 miliardo di euro all'anno in favore delle imprese dell'Ue. Tale accordo rappresenta, secondo i deputati, una presa di posizione a sostegno di un commercio libero, equo e regolamentato "in un momento di gravi sfide protezionistiche".

M5s a favore, Verdi contrari

A favore dell'accordo, nonostante la loro opposizione al trattato di libero scambio con il Canada, il Ceta, anche il Movimento 5 Stelle. Contrari invece i Verdi che, attraverso il vicepresidente della commissione per il Commercio internazionale, Yannick Jadot, hanno motivato la scelta affermando che il trattato “non è stato oggetto di alcuna analisi attenta e completa da parte del Parlamento europeo”, con i gruppi di maggioranza che “hanno ceduto alla volontà della Commissione europea e degli Stati membri, Francia compresa, di ratificare rapidamente questo accordo, evitando qualsiasi dibattito pubblico”.

Zona commerciale di 600 milioni di persone

L'accordo di partenariato economico Ue-Giappone, firmato il 17 luglio 2018, istituisce una zona commerciale di 600 milioni di persone, copre un terzo del Pil mondiale e circa il 40% del commercio mondiale. Il Giappone ha già ratificato l’accordo. Dopo l'approvazione dell'accordo commerciale da parte del Parlamento, il Consiglio dovrebbe dare il via libera definitivo il 21 dicembre per consentirne l'entrata in vigore il primo febbraio 2019 ma affinché entri in vigore tutti gli Stati membri devono ratificarlo.

"Pietra miliare"

"L'approvazione di oggi è una pietra miliare per un commercio equo e solidale basato su regole e valori, in un contesto di crescente protezionismo. L'accordo contribuirà a promuovere standard elevati e a rafforzare lo sviluppo sostenibile nella politica commerciale", ha rivendicato il socialista portoghese Pedro Silva Pereira, relatore per l'Aula.

Quali settori riguarderà

Gli esportatori Ue di vino, formaggio, carni bovine e suine, pasta, cioccolato e biscotti potranno avvantaggiarsi dell’assenza di dazi immediatamente o dopo un periodo di transizione. Saranno protetti 205 prodotti a indicazione geografica europea per aiutare le piccole e medie imprese (Pmi), che rappresentano il 78% degli esportatori verso il Giappone. In questo senso il Parlamento esorta la Commissione a creare punti di contatto per le Pmi, in modo che queste possano beneficiare rapidamente dell'accordo. Inoltre il Giappone apre alla concorrenza europea il suo mercato degli appalti ferroviari e degli appalti pubblici nelle sue principali città. Saranno liberalizzati anche il commercio elettronico, i trasporti marittimi internazionali e i servizi postali.

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