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Accordo Ue sul bilancio: 15 miliardi in più per Erasmus e Horizon. Si avvicina il Recovery Fund

Il grosso dei fondi aggiuntivi va alla ricerca, al programma di scambio universitario e alla sanità europea. La palla passa ora ai 27 Stati Ue, che dovranno ratificare quanto deciso a Bruxelles

L’ok di Parlamento e Consiglio Ue all'accordo sul bilancio porta l’iter di approvazione del Recovery Fund al suo passaggio più delicato. Il piano straordinario da 750 miliardi in sussidi e prestiti, passato l’esame del negoziato tra istituzioni di Bruxelles, dovrà ora fare i conti con la ratifica dei 27 Stati Ue. Parlamento e Consiglio hanno iniziato a negoziare dopo il lungo summit di luglio sulla base dell’accordo raggiunto dai leader, ma non condiviso dagli europarlamentari. Questi ultimi non accettavano i tagli ai programmi ‘bandiera’ dell’Unione europea, dalle borse di studio Erasmus ai progetti di ricerca Horizon passando per la difesa e la salute. Ma le sforbiciate al bilancio pluriennale europeo, sostiene chi ha partecipato al summit di luglio, sono state necessarie per far digerire ai Paesi cosiddetti ‘frugali’ (Olanda, Austria, Svezia e Danimarca) gli aiuti agli Stati più in difficoltà nella lotta al coronavirus. Dopo 10 settimane di incontri conclusi senza stretta di mano, eurodeputati e presidenza tedesca del Consiglio Ue hanno concordato oggi un aumento di risorse pari a 16 miliardi. 

Tutelati i tetti di spesa

Il Parlamento alla fine ha ottenuto 15 miliardi di euro di rafforzamento ai programmi bandiera dell’Ue che serviranno “per proteggere i cittadini dall'attuale pandemia Covid-19, fornire opportunità alla prossima generazione e preservare i valori europei”, si legge in una nota dell’Eurocamera, “mentre il restante miliardo di euro andrà ad aumentare la flessibilità di bilancio per far fronte a possibili esigenze e a crisi future”. In realtà, ci tengono a precisare dal Consiglio, non si è andato a toccare l’ammontare totale del pacchetto finanziario da 1824,3 miliardi di euro che mette assieme il quadro finanziario pluriennale da 1074,3 miliardi di euro e i 750 miliardi del piano Next Generation EU. 

Più risorse per i programmi

I finanziamenti aggiuntivi per 12,5 miliardi di euro "saranno attinti principalmente da importi provenienti da multe per la violazione della concorrenza leale (che le aziende devono pagare quando non rispettano le regole dell'Ue), in linea con la richiesta originale del Parlamento che i fondi generati dall'Unione rimangano nel bilancio dell’Ue", spiega ancora l’Eurocamera. I restanti 2,5 miliardi di aumento arrivano da riallocazioni di bilancio. Con l’accordo concluso oggi viene triplicata la dotazione per EU4Health, si garantisce l'equivalente di un anno in più di finanziamento per Erasmus e un aumento dei fondi per la ricerca. In cifre, si tratta di circa 4 miliardi in più per Horizon Europe (ricerca), 2,2 miliardi in più per Erasmus, 3,4 miliardi per la sanità, 1,5 miliardi in più per la gestione delle frontiere esterne e un miliardo per InvestEU. 

Le nuove 'eurotasse'

Le due istituzioni hanno concordato inoltre una tabella di marcia per introdurre nuove ‘risorse proprie’, ovvero tasse il cui gettito va a finire nelle casse Ue e che servirà a ripianare il debito che la Commissione chiederà ai mercati per sostenere il Recovery Fund. Oltre alla plastic tax già attesa dal 2021, la tabella di marcia prevede dal 2023 una carbon tax basata sul sistema di scambio delle quote di emissione di carbonio (ETS), un prelievo sulle imprese digitali (dal 2024), nonché un’imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) e un contributo finanziario legato al settore delle imprese, che potrebbe arrivare sotto forma di una nuova base imponibile comune per l'imposta sulle società. Quest’ultima tassa, che prevede in sostanza un’aliquota minima per imprese nell’Ue, potrebbe entrare in vigore nel 2026. Orizzonti temporanei di lungo periodo, in sintonia con il bilancio Ue che viene negoziato ogni 7 anni. 

Le reazioni politiche

L'accordo è "una buona notizia per i cittadini, le famiglie e le imprese", dice l'esponete del M5s e vice presidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo. "Per la prima volta nella storia europea il bilancio verra' finanziato tramite emissione di debito comune, con una condivisione del rischio tra gli Stati europei, e la raccolta di questi fondi serviranno a finanziare la ripartenza economica anche nel nostro Paese", ha aggiunto. "Grazie a una clausola, voluta dal governo Conte e confermata durante i negoziati, questi fondi verranno anticipati ed erogati già nel 2021", conclude. 

Di diverso avviso l'eurodeputato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento Ue: "L’accordo di oggi arriva dopo che si sono persi altri tre mesi e mezzo in dibattiti surreali - attacca - Questa tempistica conferma che i primi soldi arriveranno non prima di giugno, nella migliore delle ipotesi. Troppo tardi per le imprese italiane ed europee che nel frattempo stanno affrontando la seconda ondata del Covid. In questo quadro il fatto che qualcuno gioisca per aver rimpinguato di qualche briciola alcuni programmi europei o per aver imposto meccanismi capestro a governi considerati ostili, come Ungheria e Polonia, dà il senso della totale distanza delle élite europeiste dai bisogni dei cittadini”, conclude

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