A Bruxelles si ricorda Andreotti, M5s: “Mafia legittimata”. Borghezio: “Giusto celebrarlo” 

Il Movimento 5 stelle si oppone all’evento organizzato al Parlamento europeo da Forza Italia e Udc a cent’anni dalla nascita del 'Divo Giulio'

ANSA/CARLO FERRARO

La figura di Giulio Andreotti è al centro di una dura polemica tra gli europarlamentari italiani dei diversi schieramenti politici, polemica che sta dividendo le due formazioni che sono insieme al governo nel nostro Paese. Mentre la sede di Bruxelles dell’Eurocamera si prepara ad ospitare un evento organizzato da Elisabetta Gardini (Fi) e Lorenzo Cesa (Udc) per celebrare i cent’anni dalla nascita dello storico esponente della Democrazia cristiana, gli esponenti pentastellati protestano per quella che considerano una “legittimazione della mafia”, facendo riferimento al lungo processo a carico dell’ex presidente del Consiglio. Un procedimento che, come ha ricordato l'ex magistrato Gian Carlo Caselli sull’Huffington Post, si è concluso “con sentenza definitiva della Cassazione, decretando - una prova dopo l'altra - che l'imputato ha commesso, fino alla primavera del 1980, il delitto di partecipazione all'associazione a delinquere Cosa nostra. Delitto prescritto, ma certamente commesso”.

Una sentenza ricordata anche dagli europarlamentari del Movimento 5 stelle Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini che, in un comunicato, attaccano il convegno: “Significa quasi beatificare la mafia, chiudere gli occhi su una delle pagine più buie del nostro Paese”.

In questo dibattito si è inserito anche l’europarlamentare della Lega Mario Borghezio, che invece ha confermato a Europa Today non solo la sua presenza all’evento, ma anche la sua personale ammirazione per il “Divo” Giulio. “Una figura della tradizione politica dell’Europa cristiana, in cui noi ci riconosciamo”, ha dichiarato l'europarlamentare del Carroccio. “I suoi processi per mafia si sono conclusi in un nulla di fatto”, sostiene Borghezio, che reputa il trattamento delle procure nei confronti di Andreotti paragonabile alla “persecuzione giudiziaria comunista di cui sono stato testimone”. L’europarlamentare bolla come “polemiche nazionali” quelle che videro, solo un anno fa, l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni attaccare la scelta di Matteo Salvini di candidare l’avvocato di Andreotti, Giulia Bongiorno, oggi ministra per la Pubblica amministrazione del Governo Conte. 

 “Ho sostenuto la candidatura della Bongiorno, che considero tra i migliori avvocati- se non la migliore - a livello italiano”, rivendica Borghezio.  L’esponente della Lega, giunto quasi al termine della sua quarta legislatura da europarlamentare, sostiene che la figura politica di Andreotti vada non solo celebrata, ma anche studiata. “Questa vicenda mi ha ricordato che ho ancora certe lacune”, ha ammesso il deputato prima di promettere di far visita, probabilmente questa settimana, all’Istituto Luigi Sturzo di Roma per riscoprire l’eredità politica di una deve figure più importanti della “Balena bianca”.

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