I leader Ue chiudono la porta a Macedonia del Nord e Albania nell'Ue

Manca l’unanimità in seno al Consiglio sull'apertura dei negoziati. Il presidente Tusk: “Purtroppo non tutti sono pronti per una simile decisione”

Il presidente macedone Pendarovski e Tusk - foto Consiglio Ue

Albania e Macedonia del Nord “hanno inviato tutti i segnali politici che l’Ue stava aspettando”. Solo che l’Ue non ha niente da offrire in cambio. “Purtroppo non tutti gli Stati membri sono pronti a prendere la decisione di avviare negoziati nei prossimi giorni”. Le parole di Donald Tusk sanno di resa. Momentanea, ma comunque resa. Il presidente del Consiglio europeo nelle ultime ventiquattro ore ha incontrato i leader politici dei due Paesi candidati all’adesione all'Ue e per i quali la Commissione europea ha raccomandato di aprire i capitoli negoziali. Ieri è toccato al capo di governo albanese, oggi al presidente nordmacedone, Stevo Pendarovski. A entrambi ha dovuto confidare che non c’è ancora l’unanimità necessaria in Consiglio per fare passi avanti, nonostante gli sforzi dei due Stati dei Balcani occidentali.

Tusk dispiaciuto per la chiusura

“Sono dell’idea che dovremmo avviare negoziati di adesione sia con l’Albania sia con la Macedonia del Nord in linea con le raccomandazioni della Commissione”, e quindi subito, dice Tusk al leader macedone. Ma il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue della settimana prossima non produrrà quella decisione politica promessa. Ci sono i dubbi di Germania e, in maniera minore, Francia a bloccare tutto. Allora il polacco cerca di dare garanzie con assicurazioni verbali, il massimo che può fare. “Non è una questione di se, ma di quando”. L’adesione non è in discussione, ma le sue tappe. Per chi ha fretta di accedere però ogni tentennamento e ogni minimo ritardo viene visto come un possibile fallimento del processo di adesione.

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La Macedonia spinge per entrare nell'Ue

Pendarovski mostra insofferenza. “Siamo l’unico Paese dei Balcani occidentali a non avere questioni pendenti con Paesi vicini, e abbiamo ricevuto dalla Commissione europea il migliore rapporto possibile” sui progressi necessari per avviare i negoziati di adesione. Tradotto: la Macedonia del Nord è stata ai patti e si attende di essere ricompensata secondo accordi. Se tutto va bene si potrà cercare un via libera in autunno, in occasione del vertice dei leader di ottobre. Al momento non ci sono le condizioni per rispondere alle aspettative di Tirana e Skopje. I ministri degli Affari europei ci lavoreranno la prossima settimana (18 giugno), con il rischio che il consiglio Affari generali non produca nulla per i leader (20-21 giugno). E anche se ci dovessero essere conclusioni sull’allargamento nel documento di fine summit, si tratterebbe di formulazioni generiche sull’impegno a fare entrare nuovi membri.

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