Venerdì, 22 Ottobre 2021
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"Stretta sull'app che segnala i posti di blocco ", la Francia contro Waze

A partire dall’autunno 2021 la polizia comunicherà agli operatori dei servizi di assistenza alla navigazione il perimetro delle aree interessate dai controlli da oscurare

Parigi mette un freno a Waze e tutte quelle applicazioni di aiuto alla navigazione stradale che segnalano i posti di blocco delle forze dell'ordine. Il governo francese, infatti, ha diramato un decreto che prevede la possibilità per la polizia di far oscurare dalle app i controlli considerati più sensibili per la sicurezza. Tra questi rientrano i posti di blocco per i test alcolemici e di droga, o anche quelli per il rispetto delle misure di emergenza, come quelle per il Covid-19.

“Verrà comunicato agli operatori dei servizi di assistenza alla guida o alla navigazione il perimetro delle aree da rendere invisibili” ha comunicato il ministero degli Interni, spiegando che a seguito della richiesta “i responsabili dovranno bloccare le notifiche di questi controlli ai propri utenti”. Come si legge su Le Soir, solo alcune ispezioni risentiranno di questo nuovo provvedimento, cioè quelle che riguardano i livelli di alcol e narcotici. Non saranno incluse autovelox e controlli di velocità “a patto che notificandoli si ottenga il risultato desiderato di far rallentare i conducenti”. Una precisazione che potrebbe aprire la porta in futuro a una stretta anche su queste notifiche. 

In una nota del ministero degli Interni, viene anche precisato che gli utenti potranno continuare a segnalare “la presenza di forze dell’ordine, senza ricorrere in sanzioni”, tuttavia le informazioni “non verranno trasmesse alla comunità degli utenti”. Inoltre, la sospensione della segnalazione dei controlli può essere solo temporanea, potrà durare un massimo di 2 ore ed entro un raggio di 2 km nelle aree urbane di 10 km al di fuori. Questo periodo e questo perimetro possono essere prolungati in caso di controlli legati al terrorismo o ai sequestri di persona. In caso di inadempienza, gli operatori dei servizi di assistenza alla guida o alla navigazione tramite geo localizzazione rischiano una pena di due anni di reclusione e 30mila euro di multa. L'attuazione di questa misura, che sarà valida solo su territorio francese, è prevista per il primo novembre 2021.

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