Renzi: "Il futuro sono gli Stati uniti d'Europa. I populismi di Lega e M5S portano l'Italia lontano dalla Ue"

Intervento del leader Dem alla kermesse sull'Europa organizzata con la pattuglia di eurodeputati PD. Siamo come nel 1948, in gioco "la posizione internazionale dell'Italia" in una campagna elettorale fatta di promesse da "Paese di Babbo Natale". Parole dure su Fontana, fake news a no-vax

Renzi oggi a Milano. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

"Il futuro sono gli Stati Uniti d'Europa e noi chiediamo agli altri partiti da che parte stanno. In Italia abbiamo i no euro, i boh euro e i sì euro". Così il segretario del PD Matteo Renzi è intervenuto oggi alla kermesse sulla Ue organizzata al Palazzo del Ghiaccio di Milano con tutta la pattuglia di eurodeputati del suo partito. "In Italia - ha aggiunto l'ex premier - la destra è guidata dai populisti europei e un voto dato alla destra è un voto che allontana l'Italia dall'Europa".

Come nel 1948, decidere da che parte stare 

Anche per questo, per il suo impatto sulla presenza internazionale del Belpaese, Renzi richiama in gioco le elezioni del 1948: "la scelta elettorale del prossimo 4 marzo ha la stessa importanza di quella del 1948 quando si decise la collocazione italiana nella politica internazionale". Il suffragio "sarà cruciale nel processo di riforma europeo", ha avvisato, chiedendo ai moderati se vogliono dare con il loro "voto la golden share al pupillo di Marine Le Pen in Europa, Salvini". 

Battaglia al proporzionale "tra PD e grillini"

Andando alla contesa sui seggi, il leader PD ha affermato che in primis che la partita, per i seggi assegnati con il proporzionale, il due terzi del totale, è tra la sua formazione ed i grillini: "Il primo partito o siamo noi o il primo partito è quello a 5 Stelle". 

Scelta tra PD e "populismi di Lega e M5S" 

"Oltre a una finta coalizione presentata come quella dei moderati - ha aggiunto - ce n'è una vera che mette insieme due populismi ovvero 5 Stelle e Lega" ha detto il leader Dem citando le posizioni riguardo il referendum sulla moneta unica, l'immigrazione e sui vaccini con "fake news che dovremmo chiamare panzane galattiche". E allo stesso modo "è una fake news quando dicono che abbiamo scambiato la flessibilità con i migranti", ha detto Renzi, ricordando che "la flessibilità è stata concessa a gennaio mentre la questione dei migranti è esplosa ad aprile". 

Campagna elettorale da Babbo Natale

Per le promesse elettorali dei suoi avversari, dalla flax tax alla cancellazione del bollo auto (ma forse qui ci stava bene anche quella del canone Rai a marchio Dem), "sembra - ha affermato Renzi - la campagna elettorale della Lapponia, del paese di Babbo Natale, non l'Italia".

Affondo su Fontana

E da Milano non poteva mancare un affondo su Attilio Fontana: "caro il mio leghista padano non c'è la razza bianca né la razza padana ma solo la razza umana".  Che il centrodestra in Lombardia sia guidato dai moderati "è la più grande fake news", ha aggiunto.

Niente voti giocando "sui vaccini"

Sempre sul fronte delle fake news, Renzi ha scritto, questa volta su twitter, "vorrei che la campagna elettorale non fosse sui vaccini. Perché la salute dei nostri figli viene prima dell'elezione di un deputato. Ma se la Lega e il Movimento Cinque Stelle continuano a dire che loro cambieranno la legge sulla obbligatorietà dei vaccini, il Pd ripete con forza che noi siamo dalla parte della scienza e della medicina. Quando parliamo della salute dei figli ne parliamo con i dottori, non con Di Maio o Salvini".

Marco Travaglio, il "giornalista che fa disinformazione"

Il post del ricercatore Roberto Burioni che contestava alcune affermazioni fatte da Marco Travaglio su Il Fatto sul morbillo, "dimostra - ha scritto Renzi - come un medico preparato possa fare informazione corretta sostituendosi a un giornalista di parte, il medico "smonta scientificamente la tesi del giornalista senza cedere mai al rischio dell'insulto o della polemica", "cita un caso concreto e specifico", "e rimanda a un dato ufficiale Istat per la verifica". "Il medico che fa informazione si chiama Roberto Burioni - conclude Renzi - il giornalista che fa disinformazione si chiama Marco Travaglio".

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