Madrid "ha vinto", la secessione "è finita" e "i nostri mi hanno sacrificato". Il giallo dei messaggi di Puigdemont

Rubata dalle telecamere di Tele 5 a Lovanio la chat di Puigdemont con l'ex consigliere Comin, anche lui fuggito in Belgio. Un momento di "debolezza", come dicono dal suo entourage, o un modo per aumentare la pressione su chi vuole proporre un altro candidato alla guida della Catalogna?

I messaggi rubati di Puigdmont. Tele 5

Il piano del Governo Rajoy "trionfa", il piano secessionista "è finito" e "i nostri ci hanno sacrificato. Almeno a me". Carles Puigdemont sfogava ieri in messaggi privati inviati via Telegram all'ex-consigliere regionale catalano Toni Comin, anche lui fuggito in Belgio, tutta la sua frustrazione. Peccato che in quel momento le telecamere di un programma della televisione di Tele 5 stessero riprendendo lo schermo dello smartphone di Comin, seduto - inavvertitamente o avvertitamente, secondo una lettura più o meno complottistica - giusto davanti ai cameraman durante un evento nella città fiamminga di Lovanio a cui doveva inzialmente partecipare anche lo stesso Puigdemont.

Messaggi rubati subito dopo il rinvio del dibattito di investitura

I messaggi sono stati trasmessi e rubati poco dopo che da Barcellona arrivava la notizia del rinvio del dibattito di investitura a cui lo stesso Puigdemont, che si considera l'unico candidato legittimo, di fatto non può partecipare, a meno che non voglia consegnarsi prima alla giustizia spagnola

"Viviamo gli ultimi giorni dalla Repubblica catalana"

"Torniamo a vivere gli ultimi giorni della Repubblica catalana", così iniziano i messaggi di Puigdemont, "il piano della Moncloa (la sede del governo spagnolo, ndr) trionfa. Solo spero che sia la verità e che grazie a questo tutti possano uscire dal carcere perché sennò il ridicolo storico, divente storico....suppongo - scrive ancora a Comin - che tu hai chiaro è tutto finito. I nostri - alludendo al partito di Comin, ERC, Esquerra republicana de Catallunya che vorrebbe proporre un altro candidato al posto di Puigdemont in modo da superare lo stallo - ci hanno sacrificato". 

"Non sono quanto mi rimane di vita (spero molta!), ma la dedicherò a mettere in ordine questi due anni ed a proteggere la mia reputazione. Mi hanno fatto molto male con calunnie, voci, menzogne, che ho sopportato per un obiettivo comune. Ora questo è finito e mi toccherà dedicare la mia vita - concludono i messaggi a cui Comin non rispondeva - a difendermi". 

Momento di "debolezza" di Puigdemont o tentativo di fare pressioni per la sua investitura?

I messaggi, confermati oggi dalle parte, sono stati attributi dall'entourage di Puigemont ad un momento di "debolezza". Per altri, con una visione più cospirativa, l'intenzione era quella di farli trapelare per aumentare la pressione sui soci di ERC perché non propongano un candidato alternativo. I messaggi rubati venivano mandati mentre centinaia di persone a Barcellona rompevano il blocco della polizia e si dirigevano al palazzo della Generalitat chiedendo di non interrompere il processo secessionista e mentre lo stesso Puigdemont arringava i suoi via social media ribadendo che è necessaria l'unità, che lui è l'unico candidato possibile e che la mobilitazione per la Catalogna indipendente deve continuare. 

Quale dei due Puigdemont è quello vero? Quello che arringa o quello che si da per sconfitto da Rajoy? Il velo cadrà se accetterà o meno di fare un passo indietro e lasciare che un altro candidato indipendentista e non all'estero prenda il suo posto. 

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