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Viktor Orban.  EPA/LUKAS BARTH

Viktor Orban. EPA/LUKAS BARTH

Non "rifugiati" ma "invasori musulmani": continua la crociata di Orban contro i richiedenti asilo

Intervista del premier ungherese al quotidiano tedesco Bild: "chi fugge dalla Siria è un migrante economico" e "un invasore musulmano". No al multiculturalismo e no alle politiche "fallimentari" della Ue. Attacco frontale alle politiche comunitarie sui migranti

Non "rifugiati" ma "invasori". Ancora benzina sul fuoco sul tema dei migranti da parte del premier ungherese Viktor Orban che, in un'intervista al giornale tedesco Bild uscita oggi, bolla i richiedenti asilo che scappano da Siria come "invasori musulmani". "Non li consideriamo come rifugiati ma come invasori musulmani", afferma Orban rispondendo ad una domanda. 

Chi fugge dalla Siria è un "migrante economico"

La ratio del pensiero del premier ungherese è semplice: chi fugge dalla Siria per raggiungere l'Ungheria con in testa l'obiettivo di finire in Germania o più al nord attraversa 4 paesi (Turchia e poi a seconda dei percorsi o Grecia, Macedonia e Serbia o Bulgaria e Serbia) che "non sono così ricchi come la Germania ma che sono stabili". "In questo percorso - continua il ragionamento di Orban - non stanno lottando per la loro vita, con questo si dimostra che sono migranti economici che semplicemente vogliono una vita migliore". 

No ai musulmani e no al multiculturalismo

L'altro cavallo di battaglia del premier ungherese, affiliato alla famiglia dei popolari europei, la stessa di Berlusconi e Alfano, è quella del diritto a rifiutare i rifugiati in nome della lotta al multiculturalismo. "L'Ungheria ha il diritto a rifiutare i musulmani", afferma ancora nell'intervista. "Crediamo che un alto numero di musulmani porti alla formazione di società parallele perché la società cristiana e quella musulmana non si uniranno mai (..) Il multiculturalismo è solo un'illusione, non vogliamo qualcosa di questo tipo". 

La "politica della Ue non funziona", detto da chi la sabota

Infine, immancabile, l'attacco all'Europa, da cui pure l'Ungheria riceve ingenti finanziamenti e a cui lo stesso Orban ha chiesto "per solidarietà" di finanziare il muro che ha eretto ai confini con Serbia e Croazia. "La politica sull'immigrazione della Ue non funziona, è un fallimento", sostiene il premier ungherese, peraltro uno dei maggiori responsabili del fatto che non funzioni i sistemi di ridistribuzione dei richiedenti asilo che arrivano in Italia e Grecia, "la gente non vuole l'immigrazione, anche se qualche politico cerca di imporla".

Incontrandosi il 3 gennaio con il premier polacco, l'ultraconservatore Mateusz Morawiecki, Orban aveva reclamato "un'Unione europea che conservi la cultura cristiana" contro la minaccia dell'immigrazione. Un discorso in piena sintonia con il pensiero del suo omologo polacco.

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