Sabato, 31 Luglio 2021
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Messi: addio Barcellona se con l'indipendenza la squadra non gioca nelle prime 4 leghe europee. Serie A esclusa

El Mundo svela una clausola nel nuovo contratto della Pulce: se il Barcellona non gioca in Liga, Bundesliga, Premier o Ligue 1 può andar via senza il pagamento della clausola da 700 milioni di euro. Un nuovo affondo al calcio italiano, la Serie A vale meno della Ligue 1

EPA/JUAN CARLOS HIDALGO

Chissà cosa dirà ora a Messi Gerard Piqué, paladino dichiarato dell'indipendenza catalana e leader molto più di lui dello spogliatoio blaugrana, adesso che è trapelata la notizia della clausola anti-indipendenza nel nuovo contratto della stella argentina del Barcellona.

Non in Italia

A spararla è stato oggi El Mundo, il diario di Madrid è riuscito a spulciare nel contratto firmato ad inizio dicembre ed è emersa un articolo secono cui la pulce potrebbe abbandonare il club in cui è cresciuto senza pagamento della clausola di rescissione da 700 milioni di euro qualora l'indipendenza catalana impedisca al Barcellona di giocare in una dei 4 principali campionati europei, ossia quelli di Spagna, Inghilterra, Germania e Francia. Avete letto bene, c'è la Ligue 1 del suo amico Neymar e non quello italiano: per Messi la Serie A vale praticamente quanto il torneo dell'oratorio, un nuovo affronto per un movimento che già si fa male da solo, vedasi le qualificazioni ai Mondiali. 

La clausola rebus sic stantibus si applicherebbe peraltro a tutti i giocatori della prima squadra del Barcellona, permettendo, a causa di un mutamento delle condizioni di attuazione del contratto tra gli atleti e il club, di lasciare il team senza costi. Nel contratto di Messi si specifica però per la prima volta quali sono le condizioni per continuare con i blaugrana in caso di una Catalogna indipendente, ossia la partecipazione a Liga, Bundesliga, Premier e Ligue 1. 

Il no della Liga

L'accesso alla Liga è al momento impossibile, lo interdice la Ley del Deporte ed è un punto su cui fino ad ora non ha mostrato alcuna flessibilità Javier Tebas, Presidente della Liga. Al tempo stesso sarà da vedere anche l'effetto in termine di perdita di contratti tv, di sponsor e di pubblico di un campionato spagnolo senza il Barcellona, per cui, in un'ipotesi di Catalogna indipendente, sicuramente non mancherebbero di certo mosse diplomatiche per provare a trovare un modo per riuscire comunque a mandare in onda el clasico don il Real e per non svilire il campionato.

E gli altri? La Premier potrebbe farci un pensiero...

Più complesse a livello regolamentare ma non politico (pur dovendo contare su pesanti strascichi diplomatici con la Liga e la Spagna in generale in caso di accoglienza del Barça) le strade che porterebbero alle altre 3 competizioni. La Francia è la più semplice logisticamente, ma la Premier la più attraente e, inoltre, si tratta del campionato da sempre più interessato a nuovi sviluppi e occasioni commerciali e, inoltre, già avezzo ad offrire partecipazioni a club di altre leghe, com'era stato, in passato, lo studio di una partecipazione delle due principali squadre di Glasgow, Celtic e Ranger, ai campionati inglesi.

Rimane il fatto che il Barcellona sia un marchio che fa gola a tanti, forse anche più dello stesso Messi, non foss'altro per l'età del giocatore, ormai trentenne. 

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