Martedì, 22 Giugno 2021
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Canta per i diritti delle donne e contro la violenza domestica: la finalista russa all’Eurovision non piace a Mosca

Manizha in passato ha difeso i diritti Lgbt+ e le minoranze etniche, vittime di continue discriminazioni nella Russia di Putin. Stasera salirà sul palco per la finalissima

Manizha durante l’esibizione della prima semifinale del 65 ° Eurovision Song Contest nell'arena Rotterdam Ahoy. Foto: EPA / SANDER KONING / POOL

“Stai aspettando il tuo principe? Hey bellezza, hai 30 anni! Dove sono i tuoi figli?”. Nonostante le critiche della politica e delle istituzioni di Mosca, la cantante Manizha stasera si esibirà sul palco dell’Eurovision in rappresentanza della Russia per la finalissima del festival musicale europeo. L’artista 29enne ha portato sul palcoscenico di Rotterdam una canzone che esorta le donne a credere in se stesse, senza assecondare la pressione sociale di dover sempre apparire belle per trovare un uomo e avere figli.

Le polemiche

Un testo che non è piaciuto a Valentina Matviyenko, presidente della camera alta del Parlamento russo nonché fedelissima di Vladimir Putin. Quando la cantante nata in Tagikistan si è guadagnata la partecipazione all’Eurovision, Matviyenko si è scagliata contro Channel One, la ‘Rai 1’ russa, responsabile del festival che seleziona i candidati per la gara canora europea.

I temi forti

“A quelli che non hanno familiarità con il testo della canzone consiglio di prenderne conoscenza. È una specie di sciocchezza e non capisco affatto a cosa si riferisca”, ha detto la fedelissima di Putin con riferimento alla canzone di Manizha che rappresenta la Russia all’Eurovision. Di qui la richiesta della politica russa di “spiegare” il meccanismo di selezione che ha portato la popolare giovane artista sul palcoscenico europeo. Oltre al testo di Russian Woman, così si chiama il brano che canterà stasera e che si è guadagnato la finale, Manizha in passato è stata protagonista di una campagna contro la violenza domestica e ha promosso con le sue canzoni anche i diritti Lgbt+. 

Le ortodosse contro Manizha 

Testi e prese di posizione che hanno attirato critiche anche da parte dell'Unione delle donne ortodosse della Russia. Le religiose hanno chiesto pubblicamente l'eliminazione di Manizha dal festival in quanto - secondo l'associazione ortodossa - la sua immagine scenica sarebbe profondamente offensiva per le donne russe e la sua esibizione rappresenterebbe anche un incitamento all'odio inter-etnico. Tra i temi forti della discografia di Manizha c’è infatti anche la sua appartenenza alla comunità di migranti dell'Asia centrale che vivono in Russia. 

La minoranza etnica

Come riportato dall’agenzia di stampa tedesca Deutsche Welle, tra i 18 e i 22 milioni di lavoratori provenienti da Uzbekistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Tagikistan vivono oggi in Russia, la maggior parte dei quali nelle grandi città. “Si guadagnano da vivere come operai edili, venditori ambulanti, addetti alle pulizie o tassisti”, scrive l’agenzia. “Poiché raramente sono in possesso di documenti, spesso vivono ai margini della società russa”. Un tema che Mosca preferisce evitare. 

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