von der Leyen discute con i leader Ue il futuro della Commissione, ma l'Italia non c'è

A margine del Consiglio europeo alcuni leader hanno discusso dei tre commissari ancora da confermare e di allargamento, ma la presenza di Conte non è stata ritenuta necessaria

Discutere del futuro della Commissione europea e provare a sanare la frattura tra i 17 sull'allargamento a Macedonia del Nord e Albania. La presidente eletta dell'esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, ha organizzato un mini-vertice a Bruxelles, a margine del Consiglio europei, invitando diversi leader europei per affrontare questi temi, ma tra loro non era compreso Giusepe Conte.

Il mini-vertice

A incontrarsi in mattinata in un hotel della capitale europea sono stati: Emmanuel Macron (Francia), Angela Merkel (Germania), Pedro Sanchez (Spagna), Antonio Costa (Portogallo), Mark Rutte (Paesi Bassi), Charles Michel (Belgio), Krisjanis Karins (Lettonia) e Andrej Plenkovic (Croazia). Fonti italiane fanno l'incontro doveva servire ad affrontare la questione dei tre nuovi commissari designati e visto che Paolo Gentiloni ha superato la prova e che il presidente del Consiglio non appartiene a nessuna famiglia politica europea, la presenza dell'Italia non sarebbe stata dovuta.

La richiesta di Macron

La riunione è stata convocata su richiesta di Macron, che dopo la bocciatura di Sylvie Goulard da parte dell'Europarlamento, ha più volte parlato della necessità di "stabilizzare" la maggioranza che dovrebbe sostenere von der Leyen per i prossimi cinque anni. Oltre alla presidente eletta della Commissione, c'erano i capi di Stato e di governo che avevano coordinato le posizioni dei partiti politici europei durante la partita delle nomine: Sanchez e Costa per il Partito Socialista Europeo; Rutte e Michel per i liberali di Renew Europe; Karins e Plenkovic per il Partito Popolare Europeo. La presenza di Merkel, che non ha ruoli formali nel Ppe, potrebbe indicare la sua intenzione di coinvolgersi maggiormente per sostenere l'esecutivo von der Leyen.

Allargamento

Come riporta l'Agi alcune fonti europee sottolineano che la prima colazione tra leader è anche un'occasione per ricucire dopo la "rottura" al Vertice durante la notte sull'avvio di negoziati di adesione per Macedonia del Nord e Albania. Contrari a lanciare l'allargamento per i due Paesi dei Balcani occidentali, Macron e Rutte si sono ritrovati su sponde opposte rispetto ai loro colleghi durante il lungo dibattito di oltre quattro ore che non ha portato a risultati concreti. "Buona colazione di lavoro a margine del Consiglio di ottobre", ha scritto von der Leyen su Twitter pubblicano la foto dell'incontro.

Anche Orbán assente

Alla prima colazione mancavano però alcuni protagonisti che potrebbero mettere a rischio la ripartenza della Commissione von der Leyen. Non solo i primi ministri di Ungheria e Romania Viktor Orbán e Ludovic Orban, che come Macron devono nominare un nuovo commissario. Ma anche i presidenti dei gruppi politici all'Europarlamento che sono stati determinanti per la caduta di Goulard, a cominciare da Manfred Weber per i popolari, Iraxte Garcia per i socialisti e Dancian Ciolos per i liberali. Von der Leyen li aveva convocati questa mattina, salvo annullare all'ultimo minuto nel tardo pomeriggio di ieri. La presidente eletta della Commissione ha annunciato che incontrerà i tre principali capigruppo la prossima settimana a Strasburgo. Forse ci sarà anche il presidente dell'Europarlamento, David Sassoli.

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