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Soldati tedeschi in Afghanistan - foto archivio Ansa PA/MAURIZIO GAMBARINI

Soldati tedeschi in Afghanistan - foto archivio Ansa PA/MAURIZIO GAMBARINI

La Germania vuole accogliere gli afghani che hanno aiutato le sue truppe nella guerra

Il ministro della Difesa ha affermato che Berlino ha "l’obbligo morale" di proteggere tutti coloro che potrebbero ora essere in pericolo

Mentre Berlino si prepara a ritirare le sue truppe da Kabul, la ministra della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer ha comunicato che vorrebbe che la Germania accogliesse tutti i cittadini afgani che hanno aiutato l’esercito tedesco durante la guerra in Afghanistan. La mossa della ministra arriva dopo che la Nato e gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro delle loro truppe da Kabul. Come spiega Dw, inevitabilmente questa decisione ha suscitato in Kramp-Karrenbauer il timore che gli afgani che hanno aiutato i soldati stranieri durante la guerra, potrebbero ora essere in pericolo. Al momento ci sono circa 10mila soldati della Nato in Afghanistan, inclusi più di mille tedeschi. Le forze di Berlino sono schierate nel Paese come parte della missione Resolute Support della Nato e il loro compito è quello di addestrare l’esercito di difesa nazionale di Kabul.

Come potrebbe aiutare la Germania?

Esiste già una procedura attiva di accoglienza dei cittadini afghani locale che necessita di rifugio, sebbene vi siano una serie di casi controversi. Secondo il ministero della Difesa, dal 2013 ben 781 persone hanno ottenuto la possibilità di avere la residenza tedesca. Adesso Kramp-Karrenbauer vorrebbe che il processo già esistente venga non solo snellito, ma anche accelerato. Secondo alcune indiscrezioni sembra che la Germania intenda addirittura aprire un ufficio a Kabul e probabilmente anche uno a Mazar-e-Sharif, nel nord dell'Afghanistan, per velocizzare l’analisi dei casi. "Stiamo parlando di persone che hanno messo a rischio la propria vita per aiutarci e con cui abbiamo combattuto fianco a fianco”, ha affermato Kramp-Karrenbauer, spiegando che secondo lei “sia un obbligo morale della Repubblica federale di Germania non lasciare queste persone senza protezione ora che stiamo finalmente lasciando la loro Patria". La ministra ha anche aggiunto che aiutare la popolazione locale rientrava tra gli obblighi di tutte le forze internazionali in Afghanistan per garantire la sicurezza dei cittadini autoctoni.

I talebani rappresentano una minaccia

Da quando Washington e la Nato hanno annunciato la decisione di ritiro delle truppe, i gruppi per i diritti umani hanno sollevato preoccupazioni sul destino dell'Afghanistan. Il timore è che i talebani islamisti possano prendere più potere nel Paese. Poiché le potenze occidentali sono consapevoli del potenziale caos che potrebbe incombere sulla nazione dopo il ritiro dei soldati, si sono impegnate a sostenere la popolazione autoctona. Dal canto loro, i talebani si sono già espressi con minacce sull'annuncio del ritiro. Vogliono che le truppe straniere si ritirino entro il 1° maggio come da accordo con l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Thomas Silberhorn, membro del Bundestag e segretario di Stato presso il Ministero della Difesa tedesco, ha recentemente dichiarato che la Nato ha svolto un "lavoro brillante" nel preparare le forze afghane a mettere in sicurezza il Paese da sole. La Germania ha annunciato che si ritirerà da Kabul entro metà agosto, mentre gli Stati Uniti entro l'11 settembre.

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