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Il capo di Stato maggiore, Francois Lecointre con il presidente Emmanuel macron alla parata dell'anniversario della presa della Bastiglia - foto Ansa  EPA/Christophe Ena

Il capo di Stato maggiore, Francois Lecointre con il presidente Emmanuel macron alla parata dell'anniversario della presa della Bastiglia - foto Ansa EPA/Christophe Ena

Ancora venti di golpe in Francia, nuovo appello di militari ad agire per "la sopravvivenza" del Paese

Il settimanale ultraconservatore 'Valeurs contemporaine' torna a pubblicare un testo sottoscritto da militari che chiedono allo Stato di agire per risolvere i problemi della nazione

Il settimanale ultraconservatore Valeurs contemporaine è tornato a pubblicare un controverso testo, firmato da militari, che fa temere il rischio di un colpo di Stato militare nel Paese. A tre settimane da un testo simile, firmato allora da generali in pensione e altre figure, domenica la testata ha pubblicato un altro appello sottoscritto da “soldati attivi” anche se sono rimasti anonimi. Nella lettera si parla della necessità di agire per "la sopravvivenza del nostro Paese", e si invita all'adesione di "cittadini francesi che lo trovassero all'altezza delle sfide che sono le nostre ".

Il testo ha ricevuto più di 90mila firme poche ore dopo la sua pubblicazione. "Signore e Signori, agite. Questa volta non si tratta di emozioni forzate, di formule già pronte o di mediatizzazione, non si tratta di prolungare il vostro mandato o di conquistarne altri. Si tratta della sopravvivenza del nostro Paese, del vostro Paese", afferma il testo rivolto al presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ai ministri, ai parlamentari e ai generali. "Siamo entrati nell'esercito di recente", precisano gli autori aggiungendo: "Siamo tra coloro che i giornali hanno definito 'generazione di fuoco'. Uomini e donne, militari in attività, di tutte le forze armate e di ogni grado e sensibilità. Amiamo il nostro Paese. Secondo le norme, non possiamo esprimerci a viso scoperto, ma non possiamo nemmeno restare zitti". "Quasi tutti noi - aggiungono i militari - siamo stati coinvolti nell'operazione 'Sentinelle'", avviata dopo gli attentati di inizio gennaio 2015 per rispondere alla minaccia terroristica sul territorio nazionale. "In quella circostanza abbiamo visto con i nostri occhi le banlieue abbandonate, i compromessi con la delinquenza. Abbiamo subito tentativi di strumentalizzazione da parte di diverse comunità religiose, per le quali la Francia non significa nulla, o meglio è solo oggetto di sarcasmo, disprezzo se non odio". Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, ha reagito a stretto giro, parlando di una "manovra grossolana" da parte di persone che non hanno "coraggio" e si celano dietro l'anonimato. "Sembra di essere sui social network", ha aggiunto Darmanin.

Il 21 aprile scorso, 'Valeurs actuelles' aveva pubblicato un primo intervento nel quale una "ventina di generali, un centinaio di alti ufficiali e oltre un migliaio di altri militari" chiedevano a Macron di difendere il patriottismo. L'articolo ha scatenato reazioni molto forti nella classe politica: alcuni lo hanno interpretato come una sorta di appello all'insurrezione, altri, invece, come un sussulto positivo. Allora Marie Le Pen appoggiò i firmatari e li invitatò a sostenere la sua politica e la sua candidatura per la presidenza francese nelle elezioni previste per il 2022. Ma gli alti gradi dell'esercito sono insorti contro di lor. Il capo di stato maggiore delle forze armate, il generale François Lecointre, ha detto che ogni firmatario sarebbe finito davanti a un consiglio militare di alto livello e potrebbe essere “radiato” o “messo in pensione immediata”.

Nella lettera del 21 aprile si metteva in guarda il governo francese contro i “pericoli dell’islamismo” e si accusavano i gruppi antirazzisti di creare “odio tra le comunità” con il loro sostegno all’abbattimento di statue di personaggi francesi dei tempi coloniali. Questo documento ha creato molto scalpore perché tra le migliaia di firmatari figuravano almeno mille militari, tra cui cento ufficiali, e un certo numero di personalità militari in pensione, alcuni dei quali generali, che hanno detto di voler intervenire in prima persona per risolvere i problemi delle aree popolate da immigrati. Nella lettera viene anche affermato che “le politiche governative lassiste porteranno al caos” e che "La Francia è in pericolo”, aggiungendo che l'islamismo e "le orde di periferia" potrebbero essere fonte di ulteriore odio. Per questo “coloro che gestiscono il nostro Paese devono assolutamente trovare il coraggio necessario per sradicare questi pericoli" hanno dichiarato i firmatari. Come riporta il Guardian Hervé Grandjean, il portavoce del ministero della Difesa, aveva detto che "criticando apertamente il governo e incitando a un colpo di stato militare", i sostenitori della lettera hanno chiaramente infranto le regole delle forze armate.

Secondo Dw, sembra inoltre che alcuni dei firmatari del documento avessero dei legami con movimenti di estrema destra anti-immigrazione. Addirittura tra i firmatari figura il nome di Antoine Martinez, l’ex generale in pensione che ha fondato il gruppo estremista di destra “Volontaries pour la France”. Per questo non stupisce l’appoggio che Marie Le Pen ha dato alla lettera e ai suoi sottoscriventi. Dopo la pubblicazione del documento, Le Pen ha affermato di essere d’accordo con i sentimenti dei firmatari e ha colto la palla al balzo per promuovere con loro la sua campagna elettorale in vista delle presidenziali del 2022, scrivendogli per iscritto "vi invito a unirvi a noi per prendere parte alla prossima battaglia, che è la battaglia di Francia". Le dichiarazioni di Le Pen hanno scatenato la furia del governo francese, il quale ha affermato che la leader di estrema destra “è una figura pericolosa”. Il primo ministro del Paese Jean Castex, aveva condannato il testo con "grande fermezza", affermando che la lettera era "contraria a tutti i nostri principi repubblicani e all'onore e al dovere dell'esercito".

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