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Angela Merkel e Martin Schulz annunciano l'accordo. EPA/CLEMENS BILAN

Angela Merkel e Martin Schulz annunciano l'accordo. EPA/CLEMENS BILAN

Europa in pole position: nasce la nuova Grosse Koalition targata Merkel-Schulz

Europa, tasse e immigrati i tre punti chiave del programma di governo chiuso dopo 24 ore di duri negoziati. Ora la parola passa ai militanti dei due partiti con l'incognita dei socialdemocratici: il nuovo matrimonio con Merkel non li eccita molto

Europa in pole position. Poi tasse e migranti. Sono questi i tre punti chiave della base di accordo raggiunto nella notte, dopo 24 ore di serrati negoziati, tra la CDU di Angela Merkel e la SPD di Martin Schulz e che dovrebbe, se ratificato dai rispettivi partiti, dare alla Germania un nuovo governo. Si chiudono così gli oltre 3 mesi e mezzo di incertezza politica vissuti con preoccupazione tanto in Germania quanto nella Ue.

La riedizione della Grosse Koalition dona infatti stabilità a Berlino, dove viene messo a tacere il partito populista e xenofobo AfD che sperava in un ulteriore impasse dei partiti tradizionali, ma anche a Bruxelles, dove l'assenza di un governo tedesco a pieno titolo si è fatta sentire, ritardando il processo necessario di rinnovamento dell'architettura comunitaria. Adesso - o per meglio dire a marzo, quando dovrebbe effettivamente entrare in carica l'ennesimo esecutivo Merkel - si riparte e lo si fa nel segno della Ue, come chiedeva con insistenza il Presidente francese Macron.

Nuove inizio per l'Europa

L'accordo tra CDU e SPD vuole portare alla formazione, si legge nel preambolo del testo di intesa, di "un governo stabile" che supponsa un "nuovo inizio per l'Europa". Il riferimento chiaro alla Ue era una richiesta espressa di Schulz, come da lui viene l'invito ad adoperarsi per definire il futuro dell'Unione. Condivisa invece la volontà di rafforzare la zona Euro, operazione da realizzare fianco a fianco con la Francia, e quella di trasformare l'ESM, il fondo salva Stati in una sorta di Fondo monetario europeo sotto il controllo del Parlamento Ue. Sempre sul fronte comunitario, la Grosse Koalition si dice "disposta ad aumentare il contributo tedesco al bilancio europeo", un'operazione necessaria anche per ripianare il buco lasciato dalla Brexit.  

Tasse e migranti

Sempre su richiesta del SPD, il futuro governo tedesco si impegna ad aumentare le tasse alle grande fortune, mentre su pressioni CDU ed in particolare del socio baverese del partito della Merkel, la CSU, è stata definita una quota massima di rifugiati da accogliere ogni anno: tra i 180 mila ed i 200 mila. Sospesa invece per ora la richiesta della SPD di rendere completamente gratuiti gli asili. 

Alla prova della base

Sulla base di questa intesa, che tocca anche altri temi, dall'economia alla spesa sociale, dalla salute alla politica estera, adesso i due partiti svilupperanno un programma più dettagliato, ma, soprattutto, andranno a cercare l'appoggio della base, cosa per nulla scontata, soprattutto nel caso del SPD. Il 21 gennaio il partito di Schulz si riunisce in Congresso, sarà quella l'occasione per l'ex Presidente del Parlamento Ue, uscito sconfitto dalle urne dopo una campagna in cui aveva spergiurato che non ci sarebbe stata una nuova Grosse Koalition, di cercare l'appoggio dei suoi militanti.

L'operazione non si annuncia facile: anche se Schulz ha raccolto molto di più di quanto fece il suo predecessore 4 anni fa nei negoziati che diedero vita al precedente governo CDU-SPD, l'idea di una riedizione del matrimonio con la Merkel non eccita troppo la base socialdemocratica. Il rischio per il partito minoritario dell'alleanza è infatti quella di uscire ulteriormente logorato dall'esperienza all'esecutivo. Dall'altro lato Parigi, Bruxelles e diverse altre capitali europee spingono per un governo stabile e soprattutto europeista, cosa che la Groose Koalition assicura, diversamente alla coalizione Jamaica, quella con verdi e liberali, naufragata malamente prima di Natale. 

  

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