Terrorismo: "il campo di battaglia non è in Siria o Iraq, ma on line". La Commissione Ue avverte i giganti del web

Riunione del gabinetto Juncker con Facebook, Google e i giganti dei social: cooperare per rimuovere più rapidamente i contenuti pro-jihad, razzisti e che fomentano l'odio. Se le compagnie non si adeguano, Bruxelles lancerà una legislazione ad hoc con sanzioni

ANSA/UFFICIO STAMPA/ POLIZIA DI STATO

"Il campo di battaglia non è in Siria o Iraq, ma on line". Così il Commissario Ue agli affari interni Dimitris Avramopoulos ha invitato oggi i giganti del web, nel periodico incontro dell'Internet forum, a fare di più per contrastare la propaganda jihaidista sulla rete ed in particolare dai social network.  

Fare di più per rimuovere rapidamente i messaggi pro-jihad

Pur riconoscendo gli sforzi fatti dalle compagnie di Internet, grazie anche all'impiego dell'intelligenza artificiale per la rimozione dei contenuti, Avramopoulos ha chiesto a Facebook, Google e compagnia di fornire dei dati sull'attività delle cellule terroristiche on line, sulla base di una serie di indicatori, in vista del nuovo incontro dell'Internet forum, a febbraio. "Avere questi dati sarà cruciale per decidere i passi successivi da compiere", ha sottolineato il Commissario Ue. 

La riunione di oggi, a cui hanno partecipato anche la Commissaria all'Indistria e Mercato Interno, Elzbieta Bienkowska, quella alla Giustizia, Vera Jourová, il titolare alla Sicurezza, Julian King, e la responsabile alla Società Digitale, Mariya Gabriel, puntava inoltre a potenziare gli sforzi per eliminare dai social anche i contenuti di carattere razzista e che fomentano l'odio.

Più interscambio di informazioni

"La Commissione - si legge in un documento dell'esecutivo comunitario - si aspetta che le piattaforme on line incrementino i loro sforzi per affrontare queste minacce in maniera rapida, anche tramite una maggior cooperazione con le attività nazionali, un maggior interscambio di informazioni tra gli operatori del web e azioni più incisive per impedire che il materiale illegale riappaia" sui social.

O risultati a breve o Bruxelles lancerà una normativa ad hoc, con sanzioni

Per il momento Bruxelles continua sulla via della carota, la cooperazione, con i giganti del web, ma non esclude il bastone, ossia la via normativa, qualora i risultati non fossero all'altezza delle aspettative. "Continueremo a promuovere la cooperazione con le società dei social media per eliminare i contenuti di carattere terrorista e quelli illegali dalla rete, ma se sarà necessario proporremo una legislazione ad hoc per completare l'attuale quadro legale".

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I giganti dei social avranno così tempo fino a maggio per seguire le indicazioni della Commissione, se non dovessero adeguarsi, applicando sistemi di rimozione rapida ed efficace dei contenuti di propaganda del terrorismo, razzismo ed odio, Bruxelles partirà con una norma ad hoc e conseguenti sanzioni

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