Supercomputer europei: Bruxelles, un miliardo di euro per colmare il gap con Usa, Cina e Giappone

Lanciata oggi l'iniziativa EuroHPC che punta da qui al 2026 a mettere la Ue al livello dei leader mondiali dell'elaborazione dei dati. Con i supercomputers si potranno simulare terremoti, prevedere uragani, anticipare le diagnosi e migliorare le terapie e rispondere alla sfida della cybersicurezza

Commissaria Mariya Gabriel. © European Union , 2018 / Source: EC - Audiovisual Service

Un miliardo per acquisire supercumputer d'avanguardia da utilizzare nell'ambito della ricerca e al servizio dell'industria pubblica e privata europea. E' questo, in soldoni, il senso dell'iniziativa EuroHPC lanciata oggi dalla Commissione europea per colmare il gap che separa il Vecchio continente da Usa, Cina e Giappone nel settore dell'elaborazione dei dati e potenziare la ricerca e lo sviluppo economico e industriale nella Ue. 

“I supercomputer sono il motore per alimentare l'economia digitale. La concorrenza è accanita e oggi l'Ue sta rimanendo indietro: nessuno dei nostri supercomputer figura nella classifica mondiale dei primi dieci. L'iniziativa EuroHPC mira a dotare, entro il 2020, i ricercatori e gli imprenditori europei di capacità a livello mondiale in questo settore, al fine di sviluppare tecnologie come l'intelligenza artificiale e creare le applicazioni quotidiane del futuro, ad esempio nei settori della sanità, della sicurezza o dell'ingegneria”.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale

"La decisione odierna - spiega ancora la Commissione europea - è fondamentale per la competitività e l'indipendenza dell'Ue nel campo dell'economia dei dati. Oggi, sempre più spesso gli scienziati e le industrie europei elaborano i propri dati al di fuori dell'Ue, in quanto i tempi di calcolo disponibili nell'Unione non soddisfano le loro esigenze. Questa mancanza di indipendenza minaccia la vita privata, la protezione dei dati, i segreti commerciali e la proprietà dei dati, con particolare riguardo alle applicazioni sensibili".

Come finanziare il progetto?

In concreto Bruxelles mette sul piatto 486 milioni di euro e si attende, ora, che i 13 Stati membri che hanno firmato la dichiarazione EuroHPC, siglata a Roma il 23 marzo scorzo, mettano sul tavolo altrettanto in modo da "arrivare per il 2020 ad un miliardo di euro e rispondere, così, alle nostre ambizioni", ha affermato oggi nella conferenza stampa di presentazione del progetto Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l'Economia e la società digitali. 

Al momento hanno aderito al progetto Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna, i primi firmatari, cui si sono aggiunti Belgio, Slovenia, Bulgaria, Grecia, Croazia e la Svizzera, paese non Ue ma interessata allo sviluppo di supercomputer. "Nessuno Stato membro può farlo da solo - ha insistito Gabriel - noi possiamo fare in modo di arrivarci tutti assieme". 

Appello agli altri Stati membri

Oltre ad attendersi i soldi dei 13 Paesi già coinvolti nel progetto, Bruxelles ha lanciato oggi un appello a tutti gli altri, in gran parte dell'Est: "unitevi a noi", ha affermato ancora Gabriel, "si parla solo delle possibilità aperte dai calcoli sui dati, ma di come questi possono trovare delle soluzioni per l'Europa in medicina, nella lotta al cambio climatico, nella cybersecurity. Il grande beneficio è che questi mezzi, questi supercomputers saranno a disposizione degli Stati membri e della comunità scientifica per riuscire a spingerci dove ancora non siamo arrivati, come nella previsione dei terremoti, in quella dei fenomeni metereologici estremi, nella medicina neuronale..." 

Come saranno i supercomputers europei

L'iniziativa lanciata oggi raccoglierà investimenti per istituire un'infrastruttura europea leader nei settori dei supercomputer e dei big data su due step. In primis l'impresa comune EuroHPC punta ad acquisire, entro il periodo 2022-2023, almeno due sistemi con prestazioni pre-esascala, bestie da cento milioni di miliardi di operazioni di calcolo al secondo.

Al momento si tratta di tecnologie solo in parte europee, per cui EuroHPC dovrà rivolgersi a Usa, Cina e Giappone. L'impegno è però quello di mettersi al loro livello, o più avanti, e riuscire, per la fine del progetto, che scade nel 2026, a sviluppare dei sistemi con prestazioni a esascala, ossia con un miliardo di miliardi di operazioni al secondo, basati completamente su tecnologia Made in Ue.  

Benefici del supercalcolo

Il calcolo ad alte prestazioni è uno strumento essenziale per comprendere e rispondere alle grandi sfide scientifiche e sociali, quali la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie o lo sviluppo di nuove terapie basate sulla medicina personalizzata e di precisione. Il calcolo ad alte prestazioni è inoltre utilizzato per prevenire e gestire disastri naturali su vasta scala, in particolare per prevedere la direzione degli uragani o per simulare terremoti.

Grazie all'infrastruttura EuroHPC il settore industriale europeo, in particolare le piccole e medie imprese, potrà accedere più facilmente ai supercomputer per sviluppare prodotti innovativi. L'utilizzo del calcolo ad alte prestazioni ha un impatto crescente su vari settori e sulle aziende, in quanto riduce considerevolmente i cicli di progettazione e di produzione, accelera la progettazione di nuovi materiali, minimizza i costi, aumenta l'efficienza delle risorse, e accorcia e ottimizza i processi decisionali. Ad esempio, i supercomputer permettono di ridurre i cicli di produzione delle automobili da 60 a 24 mesi.

Il calcolo ad alte prestazioni è essenziale inoltre per la sicurezza e la difesa nazionali, ad esempio per sviluppare tecnologie di cifratura complesse, per individuare l'origine e rispondere agli attacchi informatici e per dotare la polizia di metodi di indagine scientifica efficienti o per effettuare simulazioni nucleari.

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