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ArcelorMittal taglia la produzione d'acciaio, un milione di tonnellate in meno in Italia

Sforbiciata del colosso siderurgico in Europa. Impianti spenti in Polonia e rallentamento in Spagna. Colpita anche l’Ilva di Taranto, che passa da sei a cinque milioni di tonnellate previste

Scende la domanda, aumentano i costi. Questa è la spiegazione con la quale il gigante dell’acciaio, ArcelorMittal, ha annunciato di voler ridurre temporaneamente la produzione nei suoi impianti europei di di tre milioni di tonnellate annue di acciaio. L'azienda ha intenzione di spegnere temporaneamente i macchinari negli stabilimenti siderurgici di Cracovia (in Polonia) e di ridurre la produzione nelle Asturie (in Spagna).

Ilva

Colpita dal rallentamento anche l’Ilva di Taranto, acquisita meno un anno fa dal colosso con sede in Lussemburgo. Per lo stabilimento italiano, il rallentamento dovrebbe portare il livello produttivo a cinque milioni di tonnellate, a fronte delle sei milioni previste, un terzo delle riduzioni complessive a livello europeo. Si tratta comunque di aumento rispetto al prodotto finale “made in Taranto” dello scorso anno.  Queste azioni, spiega Geert van Poelvoorde, Ad di ArcelorMittal-Europa, “riflettono un contesto europeo caratterizzato oggi da una carenza di domanda”. “Una situazione - prosegue - ulteriormente aggravata dall'aumento delle importazioni, nonostante le misure di salvaguardia introdotte dalla Commissione europea”. “I costi elevati dell'energia e l'aumento di quelli della CO2 contribuiscono a rendere questo scenario ancora più complesso”, dice van Poelvoorde per giustificare “la difficile decisione” di rivedere la produzione al ribasso.

Lotta alla concorrenza sleale

“L'industria siderurgica in Europa può avere un forte futuro, ma è necessario garantire parità di condizioni, affinché non venga concesso un vantaggio sleale ai concorrenti extra Europa”, conclude l’amministratore delegato.  Il mercato siderurgico polacco è stato duramente colpito dall'aumento di importazioni di acciaio russo nello scorso anno. Nelle Asturie, la produzione primaria verrà ridotta per via degli alti costi di elettricità. Il mercato dell'Europa meridionale è stato inoltre colpito da un aumento senza precedenti delle importazioni provenienti dai Paesi fuori dall’Ue, oramai arrivata ai massimi storici. 

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