75 eurodeputati all'attacco della giudice omofoba: rinneghi le sue teorie o venga dimessa

Continua a scandalizzare la nomina al Tribunale europeo dei diritti dell'uomo della spagnola María Elósegui, odore di Opus Dei e pensiero al vetriolo su gay e trans. Un nutrito gruppo di eurodeputati del centro sinistra chiede la sua testa

Gay pride a Belgrado. EPA/ANDREJ CUKIC

Rimuovere la giudice omofoba. E' questa la richiesta sottoscritta da 75 eurodeputati, di cui 6 italiani, e indirizzata al Presidente del Tribunale dei diritti dell'uomo di Strasburgo e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa con un obiettivo chiaro: revocare la nomina della giudice spagnola María Elósegui.

"I gay sviluppano patologie" e "i preservativi fomentano gli abusi", il verbo della giudice omofoba

La causa? Il suo pensiero, scritto nero su bianco in articoli e libri, sulla salute riproduttiva e, soprattutto, su gay e trans: "l'omosessualità produce patologie" e i transessuali hanno bisogno di "terapie psicologiche e psichiatriche". Quanto ai metodi anticoncezionali, per questa giudice chiamata a vegliare sui diritti umani, i "preservativi possono fomentare gli abusi sessuali".  

Chi ha firmato contro la giudice omofoba

A firmare la richiesta eurodeputati del centro sinistra, dai liberaldemocratici alla sinistra unitaria passando per verdi e socialisti & democratici. Nessuna firma dal PPE, la maggior forza dell'emiciclo, e dai gruppi conservatori, euroscettici ed eurofobici. Silenzio anche dai grillini. Tra gli italiani figurano infatti solo Curzio Maltese, eletto in Europa con la lista Altra Europa con Tsipras, i PD Andrea Cozzolino, Alessia Mosca, Pina Picierno e Daniele Viotti e Massimo Paolucci di Articolo 1. Anche la componente più centrista e cattolica del PD non ha appoggiato l'iniziativa, che comunque non si preannuncia per nulla di facile successo.

Elósegui rinneghi le sue teorie o venga destituita

La prima richiesta dei 75 è diretta alla giudice Elósegui: rinneghi le sue teorie omofobe e reazionarie declinate in articoli, riviste e libri. Quindi, se non lo farà, gli eurodeputati chiedono al Tribunale di iniziare il procedimento di revoca della sua nomina, operazione realizzabile con l'appoggio dei due terzi dei giudici dello stesso.

Il Tribunale, chiamato a vegliare sul rispetto dei diritti umani nel Vecchio continente, è composto da un giudice per ognuno dei 47 paesi che formano il Consiglio d'Europa (istituzione con sede a Strasburgo e che non ha nulla a che vedere con la Ue), per togliere la poltrona a Elósegui c'è quindi bisogno di 32 voti a favore della revoca. Un'operazione per nulla scontata, anche considerando che non sono pochi i paesi del Consiglio d'Europa che non hanno proprio la stessa visione progressista del diritto, basti citare il caso della Russia. 

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