L'anno europeo: cosa è successo nel 2019 a Bruxelles e dintorni

Dalla Brexit alla riforma del Copyright, dall'elezione del nuovo Parlamento alla nomina della nuova Commmissione. Ecco mese per mese i più importanti avvenimenti che hanno segnato l'anno europeo

© European Union 2019 - Source : EP

Se nel 2020 ci sarà il definitivo addio del Regno Unito all'Unione europea, il 2019 è stato senza dubbio l'anno decisivo in cui le nubi intorno alla Brexit si sono diradate (o almeno cosi' pare) dopo mesi di caos. Ma l'anno appena passato potrebbe essere ricordato anche, se non soprattutto, per l'affermazione di un movimento che, sull'esempio di Greta Thunberg, sta spingendo i governi Ue sulla strada della rivoluzione verde. Ma vediamo mese per mese i principali avvenimenti in Europa nell'anno che si sta chiudendo. 

Gennaio: primo voto su Brexit a Londra

Alla Camera dei Comuni arriva per la prima volta l'intesa raggiunta da Theresa May con Bruxelles sul divorzio del Regno Unito dall'Unione europea. Ma a causa di una maggioranza incerta, che si fondava sull'appoggio esterno degli unionisti nord irlandesi del Dup, e con con i Conservatori spaccati tra oltranzisti e moderati, il testo viene bocciato. Per la premier inizia un calvario che durerà diversi mesi, con modifiche dell'accordo e rinvii della Brexit che però non serviranno a far superare l'impasse. L'intesa tra febbraio e marzo verrà bocciata altre due volte portando alla fine alle dimissioni di May.

Febbraio: intesa sulla riforma del Copyright

Dopo di 2 anni e mezzo di difficili negoziati Parlamento europeo, Commissione Ue e i rappresentanti degli Stati membri trovano un accordo sulla tanto discussa riforma del Copyright comunitario (l'approvazione formale di Strasburgo arriverà a marzo). La direttiva dovrebbe garantire ad autori, editori e creatori più potere per negoziare con i giganti internet affinché paghino per il lavoro che viene utilizzato dalle piattaforme, ma grazie a degli emendamenti viene salvata la possibilità di continuare a produrre meme e le piccole piattaforme dovrebbero essere meno colpite.

Marzo: stangata a Google dall'Ue

Il colosso di Mountain View, secondo la Commissione europea, ha abusato della sua posizione dominante, imponendo una serie di clausole restrittive nei contratti con siti Internet di terzi che hanno impedito ai suoi concorrenti di collocare le loro pubblicità su questi siti, violando le regole antitrust dell'Ue. Per questa ragione le è stata comminata una ammenda di ben 1,49 miliardi di euro. Si tratta della terza volta che l'azienda viene sanzionata da Bruxelles.

Aprile: Greta al Parlamento europeo

La giovane attivista ambientalista Greta Thunberg viene invitata a Strasburgo. A causa dell'opposizione dei popolari le viene negata la possibilità di parlare in plenaria ma la Commissione ambiente è stracolma per il suo intervento. “La nostra casa è in fiamme”, afferma con un riferimento al recente incendio di Notre Dame a Parigi, ma la cattedrale “sarà ricostruita, mentre le nostre fondamenta non sono così forti”, è il suo avvertimento.

Maggio: eletto il nuovo Parlamento europeo

I cittadini dei 28 Stati membri, compresi i britannici alle prese con i rinvii della Brexit, eleggono i loro nuovi rappresentanti a Strasburgo. Per la Lega è un trionfo e il partito di Matteo Salvini è il primo in Italia. A livello europeo finisce l'egemonia dei gruppi socialista e popolare che avranno bisogno dei liberali (in crescita) per formare una maggioranza. La maggiore attenzione alle istanze ambientaliste nell'Ue dà anche una spinta ai Verdi. Il nuovo presidente dell'Aula sarà l'italiano David Sassoli.

Giugno: approvata la riforma del Mes

L'Eurosummit approva la riforma del Meccanismo europeo di stabilità, il fondo Salva-Stati tanto criticato da Matteo Salvini che però ottenne il via libera quando la Lega era ancora al governo. Il Mes era stato istituito nel 2012 dai Paesi dell'Eurozona per far fronte ad eventuali crisi di instabilità macroeconomica ed era servito a dare assistenza finanziaria a Grecia, Cipro, Portogallo, Spagna e Irlanda.

Luglio: von der Leyen e Lagarde alla guida di Commissione e Bce

Il Consiglio europeo trova uno storico accordo per portare due donne a guidare le due istituzioni comunitarie. Il ministro della Difesa della Germania, Ursula von der Leyen, e la presidente francese del Fmi, Christine Lagarde, vengono scelte per guidare l'secutivo comunitario e la Banca centrale europea.

Agosto: dall'alleanza tra Pd e M5s nasce il Conte Bis

Dopo la rottura con la Lega di Matteo Salvini il Movimento 5 Stelle trova un accordo con il Partito Democratico di Nicola Zingatetti. In Italia nasce così il governo rosso-Verde e viene scongiurata l'ipotesi di elezioni anticipate. La notizia viene accolta con favore anche in Europa.

Settembre: Strasburgo equipara nazismo e comunismo

Con una controversa risoluzione il Parlamento europeo equipara i due regimi. Il testo afferma che il “patto Molotov-Ribbentrop, e i suoi protocolli segreti, dividendo l'Europa e i territori di Stati indipendenti tra i due regimi totalitari e raggruppandoli in sfere di interesse, ha spianato la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale”.

Ottobre: elezioni in Polonia, nuovo successo della destra

Le urne decretano il successo del partito Diritto e giustizia (PiS) di Jaroslaw Kaczynski che arriva al 45% dei consensi. Sarà l'inizio di un nuovo scontro con l'Unione europea che culminerà nell'approvazione di una molto discussa riforma del sistema giudiziario che impedisce ai giudici di criticare le riforme costituzionali.

Novembre: fiducia all'esecutivo von der Leyen

La nuova Commissione europea di Ursula von der Leyen riceve l'investitura definitiva dal Parlamento europeo. I deputati hanno dato la fiducia al nuovo esecutivo con 461 voti a favore, 157 contrari e 89 astenuti. Un sostegno superiore a quello che fu dato a Jean-Claude Juncker nel 2004 (423 voti favorevoli, 209 contrari e 67 astensioni). La nuova presidente, che ha scelto l'italiano Paolo Gentiloni come commissario all'Economia, mette la lotta ai cambiamenti climatici tra le sue priorità.

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Dicembre: trionfo di Johnson nel Regno Unito

Il leader dei conservatori vince la sua scommessa e incassa una vittoria schiacciante nelle elezioni anticipate che gli assicura una maggioranza di ben 80 deputati. E' la fine dello stallo sulla Brexit, che viene approvata dal nuovo Parlamento in pochi giorni. Il nuovo mandato ricevuto dai conservatori però rafforza la spinta indipendentista nell'europeista Scozia che ora rivendica un nuovo referendum.

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