10 anni di carcere per salvare vite umane. Ecco cosa rischiano 3 pompieri di Siviglia fermati a Lesbo

Arrestati nel gennaio 2016, tenuti in fermo per 72 ore e rilasciati sotto una cauzione di 15 mila euro "per prenderci le vacanze per andare a salvare vite umane". Il processo è stato fissato il 7 maggio. "Vogliono criminalizzare l'aiuto umanitario", accusano i pompieri

Migranti salvati a Lesbo, Grecia. ANSA / oxfam

Hanno salvato bambini, donne ed uomini che cercavano di toccare le coste greche come tappa nel lungo cammino che porta lontano dalla guerra in Siria e ora rischiano 10 anni di carcere per traffico illegale di persone. E' questo lo scherzo del destino giocato dalla giustizia ellenica a 3 pompieri di Siviglia e due volontari danesi, tutti fermati nella acque intorno all'isola di Lesbo mentre durante un'operazione notturna salvavano vite umane. 

Processo il 7 maggio, "salvare vite umane non è un delitto"

Manuel Blanco, Julio Latorre y Quique Rodríguez, sono stati fermati dalle autorità greche nel gennaio di due anni fa mentre lavoravano come volontari per l'associazione Proemaid, Professional Emergency Aid. Il 7 maggio la giustizia ellenica li ha chiamati a comparire. Su di loro pesa un capo d'accusa che li può portare a passare 10 anni in prigione. "Salvare vite umane non è un delitto: stanno criminalizzando lo sforzo volontario di salvare vite umane", ribattono i 3 dalle colonne del sito web diario.es. "Continuamo a non credere a cosa sta succedendo", continua Manuel Blanco. 

Un'idea nata guardando il dramma dei rifugiati alle tv

La loro vicenda nasce gurdando il dramma dei rifugiati alla televisione. "Potevamo fare di più, non restare a Siviglia e guardare cosa succedeva, ma portare la nostra esperienza e le nostre conoscenze nelle operazioni di riscatto lì, dove c'era bisogno - racconta Blanco - abbiamo visto che c'era bisogno di mani e siamo partiti". Arrivati a Lesbo, ricorda, "abbiamo dato i nostri documenti alle autorità greche e abbiamo collaborato con loro, c'era intesa", anche per questo quando sono stati fermati "non capivamo nulla". 

Stavano operando da 6-7 giorni, in turni di notte e di giorno, quando, mentre, era notte, erano a bordo di una barca di una Ong danese, visto che la loro era fuori uso, sono stati abbordati da una pattuglia marittima greca e costretti a seguirla fino in porto. Lì sono stati fermati per 72 ore, senza sapere perché assieme ad altri due volontari danesi. 

"Sembrava di essere su una montagna russa"

"Ancora ora non sappiamo cosa possa essere successo, sembrava di essere su una montagna russa". Dopo aver pagato 15 mila euro di cauzione furono rimessi in libertà, ora conoscono la data del loro processo. "Vai lì a dare una mano, ti prendi le vacanze per salvare vite umane e te la fanno pagare così: è la criminalizzazione dell'assistenza umanitaria", la sintesi di Julio Latorre.

"Un caso simbolico", afferma la loro avvocatessa

Secondo la loro avvocatessa, Paula Schmid, i 3 pompieri sono accusati di trasportare persone che non avevano i titoli amministrativi per entrare in Grecia, in sostanza di traffico illegale di persone. Un'accusa che i 3 rigettano in toto. I vigili del fuoco di Siviglia hanno anche inviato una petizione, firmata da 164 mila persone, alla Commissione Ue per chiedere che non si castighi "chi difende la dignità ed i diritti delle persone più vulnerabili" e che "non si possa sanzionare penalmente le persone che facilitano l'ingresso o il transito non autorizzato di rifugiati o migranti per ragioni umanitarie". "E' un caso simbolico", conclude l'avvocatessa. 

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