Greenpeace punta il dito contro Volkswagen: “Maglia nera mondiale per emissioni”

Secondo un rapporto degli ambientalisti inquina quanto l'Australia. A Fiat Chrysler Automobiles invece il primato negativo per emissioni medie dei veicoli

Lo scandalo Dieselgate che travolse la Volkswagen è ormai lontano, eppure a quanto pare la casa automobilistica tedesca continua a non essere amica dell'ambiente. A puntare il dito contro l'azienda è Greenpeace che ha pubblicato una una classifica delle 12 principali compagnie automobilistiche del mondo in relazione al loro impatto sul clima. Secondo quanto contenuto nel report "Scontro con il clima: come l'industria automobilistica guida la crisi climatica", Volkswagen è l'azienda che inquina di più. “Nel solo 2018 le sue emissioni di carbonio hanno superato le emissioni annuali di gas serra dell'Australia”, denunciano gli ambientalisti.

Anche Fiat sotto accusa

Dopo la Volkswagen a fare peggio ci sono Renault Nissan, Toyota, General Motors e Hyunday-Kia. Fiat Chrysler Automobiles (FCA), che si piazza settima, detiene però il primato negativo di azienda più inquinante per emissioni medie per veicolo. Nel suo complesso, nel 2018 il settore automobilistico ha prodotto il 9 per cento delle emissioni globali di gas serra, più di tutta l'Ue. “Viviamo una grave emergenza climatica e le case automobilistiche sono tra le principali responsabili di quanto sta accadendo al clima. La sola Volkswagen emette più dell'Australia, e non è da meno Fiat Chrysler Automobiles, l'azienda con il più alto livello medio di emissioni per veicolo, che in termini di gas serra inquina di più dell'intera Spagna”, dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima di Greenpeace Italia.

I trucchi delle aziende

Secondo gli ambientalisti le grandi aziende “hanno sfruttato le lacune nella legislazione, manipolato i dati e installato dispositivi sui loro prodotti per ingannare i test di regolamentazione mentre si opponevano a una forte regolamentazione del clima”. Dall'analisi effettuata da Greenpeace emerge che la rapida diffusione di modelli più grandi e pesanti come i Suv sta causando un ulteriore incremento delle emissioni.

I Suv

In Europa, la quota di mercato di questi modelli è aumentata di oltre quattro volte negli ultimi dieci anni - dall'8 per cento del 2008 al 32 per cento del 2018 - mentre nel 2018 le vendite totali di Suv negli Stati Uniti hanno raggiunto quasi il 70% del mercato. “Occorre una rivoluzione della mobilità e del settore dei trasporti, e le aziende automobilistiche, che oggi stanno ostacolando questo cambiamento proponendo false soluzioni come le macchine ibride, devono invece esserne protagoniste”, continua Iacoboni. “L'industria dell'auto deve abbandonare completamente gli inquinanti motori a combustione interna, smettere di seguire un modello di business sbagliato che prevede un costante aumento della vendita di veicoli, e puntare su servizi che si integrino con il trasporto pubblico, come il car sharing e il car pooling”, conclude.

L'appello ai leader mondiali

“Nel firmare l'accordo di Parigi, i leader mondiali hanno concordato sulla necessità di una rapida transizione verso un sistema di trasporto rispettoso del clima per impedire al pianeta di riscaldarsi oltre 1,5 gradi”, ricorda Greenpeace, secondo cui “ciò significa migliorare ed estendere il trasporto pubblico e creare reti funzionanti con energia rinnovabile, investire in infrastrutture per ciclisti e pedoni e aumentare l'adozione di soluzioni di micro-mobilità”.

Protesta al Salone dell'automobile

In questi giorni produttori di auto e rappresentanti politici da tutto il mondo parteciperanno a Francoforte al Salone dell'Automobile, la più grande fiera del settore a livello globale. Il 14 settembre Greenpeace manifesterà, con un corteo a piedi o in bicicletta, davanti all'ingresso del Salone per chiedere una rapida transizione verso modelli di trasporto più sostenibili. Per raggiungere l'obiettivo fissato dall'Accordo di Parigi di mantenere l'aumento medio della temperatura globale entro 1,5°C, Greenpeace chiede a tutte le case automobilistiche di fermare la produzione e la vendita di auto diesel e benzina entro il 2028, compresi i modelli ibridi, e di impegnarsi a produrre veicoli elettrici più piccoli, leggeri, ed efficienti dal punto di vista energetico.

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