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Verso l'addio al carbone? Diminuisce il numero di centrali in tutto il mondo

Nell'Ue dieci Paesi membri, tra cui l'Italia, si sono impegnati a chiudere questi impianti entro il 2030. Greenpeace: “L'inquinamento che producono è responsabile di centinaia di migliaia di morti premature ogni anno”

Il mondo si avvia, anche se lentamente, a dire addio al carbone per la produzione di energia elettrica. Il numero di questo tipo di centrali in fase di sviluppo è diminuito drasticamente nel 2017 in tutto il mondo, soprattutto in Cina e India. Lo rivelano i dati di un rapporto di Greenpeace, the Sierra Club e CoalSwarm che mostrano che questo trend positivo va avanti per il secondo anno consecutivo. Il report segnala una diminuizione del 28% del numero di centrali a carbone appena completate rispetto all’anno precedente (41% negli ultimi due anni), un calo del 29% nella costruzione di centrali a carbone rispetto al 2016 (73% negli ultimi due anni), e un calo del 22% in termini di autorizzazioni e pianificazione delle centrali (59% negli ultimi due anni).

Le ragioni del continuo declino nell’utilizzo del carbone come fonte di energia risiedono nell'inasprimento delle restrizioni sui nuovi progetti da parte delle autorità centrali cinesi e da un ampio cambio di rotta nel finanziare il carbone da parte dei privati in India. La costruzione di centrali a carbone in India, infatti, è ferma in 17 siti. Negli ultimi 3 anni in tutto il mondo sono stati ritirati 97GW di centrali a carbone, di cui 45GW negli USA, 16GW in Cina e 8GW nel Regno Unito. Nel 2017, solo sette paesi hanno avviato nuove costruzioni di centrali a carbone in più di un sito.

Se guardiamo all'Unione europea vediamo che a febbraio 2018, dieci paesi membro avevano cessato l'uso del carbone per la produzione di energia o si erano impegnati a eliminarlo gradualmente entro il 2030: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia e Regno Unito. Nel Regno Unito, l'elettricità fornita dal carbone è scesa dal 45% della generazione complessiva nel 2012 a solo il 2% nel 2017 con il Paese che prevede di ritirare i restanti impianti entro il 2025.

I Paesi Bassi prevedono di ritirare i propri entro il 2030 mentre la Germania, che ha in progettazione nuovi impianti, ha deciso che l'anno prossimo stabilirà una data per l'uscita dal carbone. Oltre alla Germania, i paesi dell'Ue che continuano a costruire nuove centrali a carbone sono la Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Polonia e Romania.

"Dal punto di vista del clima e della salute, la tendenza verso la diminuzione dell'utilizzo del carbone è incoraggiante, ma non abbastanza veloce", ha dichiarato Ted Nace, direttore di CoalSwarm secondo cui "fortunatamente, la produzione di massa sta riducendo i costi degli impianti solari e eolici molto più rapidamente del previsto, e sia i mercati finanziari che le centrali in tutto il mondo stanno prendendo nota".

"La diminuzione nella costruzione di centrali elettriche a carbone e l'accelerazione delle loro chiusure sono ottime notizie per la salute pubblica perché l'inquinamento da centrali elettriche a carbone è responsabile di centinaia di migliaia di morti premature ogni anno a livello mondiale", ha avvertito Lauri Myllyvirta, senior campaigner globale di Greenpeace. Per l'ambientalista però "nonostante il rallentamento delle costruzioni, la situazione di sovraccapacità ha continuato a peggiorare soprattutto in Cina, India e Indonesia, dal momento che nuovi impianti continuano ad essere messi in funzione".

Attualmente sta crescendo a livello globale una campagna di eliminazione del carbone, sostenuta da 34 paesi e entità subnazionali. Ad oggi, dieci paesi dell'Ue, tra cui l’Italia, hanno smesso di utilizzare il carbone per la produzione di energia o si sono impegnati a eliminare gradualmente il carbone entro il 2030.

Dato il ritiro delle centrali a carbone che si è verificato negli ultimi due decenni, il report prevede che il numero di centrali a carbone al livello mondiale diventerà sempre meno nel 2022. Nonostante i dati del rapporto, però, le emissioni previste per la durata dell’esistenza delle attuali centrali a carbone continueranno a superare la quota di carbonio prevista per il carbone e necessaria per rispettare l'accordo di Parigi sul clima. Come emerge dallo studio, se si vogliono mantenere le emissioni di carbonio entro i limiti, deve essere interrotta l'ulteriore costruzione di centrali a carbone e gli impianti esistenti devono essere ritirati velocemente.

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