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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Mobilità sostenibile

Più viaggi in treno e auto digitalizzate: come l’Ue vuole rendere i trasporti più verdi

La Commissione presenta il piano per accelerare la transizione ecologica nel settore della mobilità. Dai centri urbani alle infrastrutture transeuropee

Abbattere le emissioni inquinanti nel settore dei trasporti del 90%. Come? Aumentando gli spostamenti in treno, riducendo l'uso delle auto nei centri urbani, e digitalizzando sempre più i veicoli e le infrastrutture. E' questo in sintesi il nuovo piano della Commissione europea, che ha presentato un pacchetto di misure per modernizzare la mobilità all’interno dell’Ue. Una transizione verso dei trasporti più puliti, sostenibili e “smart”. Nello specifico, Bruxelles ha proposto quattro riforme, che vediamo di seguito.

Una rete Ten-T sostenibile

La cosiddetta rete Ten-T è un insieme di ferrovie, strade, vie d’acqua interne e rotte di navigazione a corto raggio. Tramite questo network sono collegate 424 grandi città europee che dispongono di porti, aeroporti e stazioni ferroviarie. Completare questa rete significa ridurre grandemente i tempi di percorrenza per raggiungere questi centri urbani. Nove corridoi di trasporto europei, che integrano strade, ferrovie e vie d’acqua, dovrebbero essere creati per facilitare i collegamenti tra gli angoli dell’Ue.

La Commissione propone, tra le altre cose, di potenziare le tratte ferroviarie: aggiungere nuovi tragitti ad alta velocità, utilizzare treni più lunghi per trasportare più merci, trasportare i camion stessi a bordo dei treni merci. Quanto alle vie d’acqua interne, si vorrebbe garantire la navigazione in buone condizioni per un periodo più lungo durante l’anno rispetto a quanto avviene oggi.

Se la data finale per il completamento del tutto rimane fissata per il 2050, inoltre, Bruxelles suggerisce di introdurre una scadenza intermedia nel 2040 per ultimare alcuni dei tratti più importanti, come ad esempio Porto-Vigo e Budapest-Bucarest. Ad ogni modo, a tutte le 424 grandi città lungo la rete Ten-T verrà chiesto di elaborare dei piani di mobilità urbana sostenibile per promuovere il trasporto a emissioni zero.

Trasporto ferroviario a lunga distanza e transfrontaliero

Com’è noto, quello ferroviario è uno dei trasporti più puliti, e per questo è al centro dello sforzo regolatore della Commissione. Infatti, accanto alla rete Ten-T, Bruxelles mette sul tavolo anche un piano d’azione sulle tratte a lunga percorrenza e transfrontaliere: la tabella di marcia stabilisce una serie di azioni per centrare l’obiettivo del raddoppio del traffico su rotaia ad alta velocità entro il 2030, triplicandolo per il 2050.

Il piano punta anche a rimuovere i disincentivi ai viaggi tra gli Stati membri, per rendere le tratte transfrontaliere più appetibili per i passeggeri. Per questo, viene proposta una “biglietteria multimodale” di facile utilizzo, con esenzione dell’Iva per i biglietti ferroviari che vanno da un Paese Ue ad un altro e l’abrogazione di norme tecniche nazionali ridondanti. Servizi più rapidi e frequenti, prezzi concorrenziali (anche per gli operatori ferroviari) e semplificazione, quindi, con una quindicina di progetti pilota lanciati entro il 2030, prima della scadenza intermedia Ten-T.

Servizi di trasporto intelligente

C’è sul tavolo anche un aggiornamento della direttiva Its del 2010, incentrata sui servizi di trasporto intelligente (intelligent travel services). Si tratta di portare la normativa al passo con le nuove opzioni di mobilità su strada, soprattutto per quanto riguarda quella connessa e automatizzata. La Commissione vuole stipolare la diffusione dei nuovi servizi, incentivando la condivisione in formato digitale di dati cruciali relativi alle reti stradali (ad esempio quelli sul traffico, sui lavori in corso o sui limiti di velocità), fino a coprire tutto il network Ten-T e, da lì, l’intero intreccio stradale continentale.

Mobilità urbana: pulita, verde, facile

Eliminare congestioni, emissioni e rumore: questo l’obiettivo del nuovo quadro per la mobilità urbana sostenibile, che definisce delle linee guida su come ridurre l’inquinamento e migliorare contemporaneamente le possibilità di trasporto per i passeggeri, i beni e i servizi nei centri abitati. Naturalmente, l’attenzione prioritaria andrà al potenziamento (e ammodernamento) del trasporto pubblico, ma anche alla mobilità alternativa come quella in bicicletta o su mezzi elettrici, o tramite servizi di ride-hailing (cioè di “chiamata” delle corse, come Uber o Heetch). L’anno prossimo, la Commissione dovrebbe pubblicare una serie di raccomandazioni per gli Stati membri per aggiornare i piani nazionali sulla mobilità e assistere i centri urbani.

La commissaria ai Trasporti, Adina V?lean, sottolinea proprio il ruolo cruciale dei centri urbani, “motore economico” dell’economia europea e centri nevralgici della futura rete di trasporto europea. Ecco perché il Green deal deve partire anche da qui con “una mobilità urbana sicura, accessibile, inclusiva, smart e a emissioni zero”.

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