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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Viaggi

Treno al posto dell'aereo? In Europa l'alternativa esiste già per 81 milioni di passeggeri

In Italia sono 6 le tratte dove i tempi degli spostamenti si equivalgono, come la Milano-Napoli. Il piano di Bruxelles per aumentare il traffico sui binari. Riducendo l'inquinamento

Viaggiare in treno o in aereo? Se le rotte aeree hanno il vantaggio indubbio di avere tempi di percorrenza più rapidi, è anche vero che spostarsi sui binari consente di viaggiare da centro città a centro città, senza doversi recare negli aeroporti (spesso situati fuori i centri urbani) con almeno un'ora di anticipo e poi dover prendere un altro mezzo per raggiungere il centro. Ecco perché i viaggi in treno con tempi di percorrenza inferiori alle 6 ore potrebbero essere equiparabili a diverse rotte aeree di corto raggio. Con un beneficio per l'ambiente, dato che i treni inquinano decisamente meno. Uno studio commissionato da Greenpeace e realizzato dal gruppo di ricerca italiano Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, ha calcolato che già oggi 81 milioni di passeggeri in Europa potrebbero optare per i binari al posto dei voli.

Viaggi più sostenibili

Lo studio ha infatti individuato 150 percorsi inferiori ai 1500 chilometri in gira per il Continente, alcuni dei quali anche in Italia. E per un terzo di queste rotte aeree a corto raggio c'è già un'alternativa ferroviaria sostenibile sia sotto il profilo dei tempi (meno di sei ore di percorrenza viaggiando sui binari), che dell'ambiente. Secondo i ricercatori, l'opzione treno comporterebbe un risparmio di 3,5 milioni di tonnellate di Co2 equivalente all'anno.

Nell'ultimo anno in Europa abbiamo assistito a un notevole sforzo economico per salvare compagnie aeree e aeroporti, senza però chiedere al settore un reale impegno per ridurre il proprio impatto ambientale e tutelare i diritti dei lavoratori- dichiara Federico Spadini, campagna trasporti di Greenpeace Italia-Secondo le previsioni, l'industria dell'aviazione tornerà presto ai livelli di crescita pre-Covid, con effetti disastrosi per il clima e impedendo all'Unione Europea di rispettare gli obiettivi dell'accordo di Parigi. È quindi necessario intervenire subito per regolamentare il settore, vietando anzitutto i voli a corto raggio e promuovendo alternative più sostenibili come il treno", conclude Spadini.

Le rotte italiane

Dei 150 voli a corto raggio (sotto i 1500 km) analizzati da Greenpeace, 40 riguardano l'Italia come luogo di partenza o di arrivo. Secondo lo studio, 6 di queste tratte aeree potrebbero già essere coperte con uno spostamento in treno della durata di meno di sei ore, e il 35% con un treno notturno. La decima tratta aerea più frequentata in Italia è ad esempio la Milano-Napoli, con quasi 1,4 milioni di passeggeri all'anno, nonostante esista già un treno che impiega solo quattro ore e mezzo per lo stesso viaggio. Dato che le tratte aeree più brevi e frequentate in Italia riguardano voli nazionali, molti interventi per convertire il traffico aereo in spostamenti su rotaia potrebbero essere fatti in autonomia da parte del governo italiano, in tempi relativamente brevi.

I treni emettono in media cinque volte meno Co2 equivalente degli aerei e il 62 per cento della popolazione europea si è dichiarato favorevole all'idea di vietare i voli a corto raggio, come dimostra un sondaggio della Banca Europea per gli Investimenti. Anche per questo, Greenpeace chiede alle istituzioni europee e ai governi nazionali di vietare i voli a corto raggio per i quali esiste già un'alternativa in treno sotto le sei ore, e di investire nel trasporto ferroviario nazionale e internazionale, con più treni, migliori servizi e una maggiore accessibilità - anche in termini economici - per tutta la popolazione.

Cosa sta facendo l'Europa

L'idea di sostituire sempre più viaggi in aereo con quelli in treno non è solo una bandiera della associazioni ambientaliste. La Francia, per esempio, ha vietato i voli sulle tratte come la Parigi-Lione dove esiste già un'opzione in treno inferiore alle 2 ore e mezza. Anche l'Unione europea sta valutando da tempo come migliorare i collegamenti ferroviari interni ai Paesi membri e tra gli Stati al fine di spostare il traffico sui binari. Secondo la Commissione europea, sono 4 le sfide principali per migliorare il sistema ferroviario europeo. La prima è "creare un'autentica infrastruttura ferroviaria transfrontaliera, moderna e di alta qualità". Su questo ci sono le risorse del Connecting Europe Facilty, il programma di investimenti per potenziare i collegamenti in Europa, e quelle del recovery fund.

In secondo luogo, "l'infrastruttura esistente deve essere gestita meglio e la sua capacità migliorata, soprattutto grazie alla digitalizzazione". In questo, un lavoro importante lo sta facendo Shift2Rail, la joint venture guidata dall'italiano Carlo Borgini.  In terzo luogo, sono necessari un maggiore coordinamento paneuropeo e requisiti comuni: per esempio, i macchinisti europei dovrebbero essere in grado di accompagnare i loro treni oltre confine, proprio come possono farlo i piloti e i conducenti di camion. E il Quarto pacchetto ferroviario deve essere recepito rapidamente per eliminare gli altri ostacoli residui creati dalle norme nazionali e stabilire un mercato europeo delle ferrovie aperto e competitivo, dal punto di vista tecnico, operativo e commerciale.

Infine, le ferrovie devono diventare più attraenti per incoraggiare più persone e aziende a scegliere il treno. Sarebbe utile migliorare la biglietteria e le opzioni per la pianificazione dei viaggi attraverso le modalità di trasporto, così come ridurre i costi del viaggio in treno rispetto alle alternative. In questo contesto, a dicembre la Commissione presenterà un piano d'azione per potenziare i servizi ferroviari passeggeri transfrontalieri a lunga distanza.

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