Mercoledì, 22 Settembre 2021
Ambiente

Timmermans smentisce Cingolani: il costo della CO2 ha un impatto limitato sulle bollette

Il ministro ha dato la colpa del rincaro del 40 per cento delle bollette anche al sistema delle quote Ets voluto dall'Ue per ridurre le emissioni, ma Bruxelles sostiene che non è così

ROberto Cingolani - foto Ansa ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Gli italiani si troveranno presto a dover affrontare un aumento dei prezzi delle bollette di luce e gas, ma questo non deve essere attribuito alle politiche comunitarie che spingono a una riduzione delle emissioni, come affermato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. A smentire (seppur senza citarlo direttamente) l'esponente del governo è stato il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, che parlando in plenaria al Parlamento di Strasburgo ha affermato che “solo circa un quinto dell'aumento dei prezzi dell'energia può essere attribuito all'aumento dei prezzi della Co2".

Ieri il ministro Cingolani aveva affermato che il rincaro nelle bollette avviene per due ragioni principali, perché “il prezzo del gas a livello internazionale aumenta”, e “perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta". Ma che vuol dire che aumenta il prezzo dell'anidride carbonica? Per combattere la crisi climatica l'Ue ha stabilito che le aziende che emettono CO2 (il principale gas serra), fra cui quelle che producono energia, devono pagare comprando quote di emissioni nel sistema europeo Ets. Il prezzo di queste quote viene aumentato gradualmente, per spingere le aziende a decarbonizzare. Ma questo può portare anche a un aumento dei costi di produzione, e quindi delle tariffe in bolletta. “La transizione ecologica deve andare di pari passo con quella sociale, altrimenti le imprese perdono competitività e i cittadini con reddito medio bassi faticano ulteriormente per pagare dei beni primari come l’energia”, ha accusato Cingolani.

Ma per Timmermans la transizione ecologica non c'entra niente (o comunque c'entra poco). "L'unica cosa che non possiamo permetterci è che la parte sociale si opponga a quella climatica”, ha avvertito Timmermans, sostenendo che “solo circa un quinto dell'aumento dei prezzi può essere attribuito all'aumento dei prezzi della CO2”, mentre “gli altri sono semplicemente una conseguenza della carenza nel mercato”. Anzi, ha continuato il commissario, “l'ironia è che se avessimo avuto il Green Deal 5 anni prima, non saremmo in questa posizione, perché allora avremmo meno dipendenza dai combustibili fossili e dal gas naturale”, e i prezzi rimarrebbero stabili. Per questo a suo avviso "invece di rimanere paralizzati o rallentare le cose a causa dell'attuale aumento dei prezzi nel settore energetico, dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l'energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile per tutti".

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