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Emmanuel Macron - foto archivio Ansa EPA/Laurent Cipriani

Emmanuel Macron - foto archivio Ansa EPA/Laurent Cipriani

Test nucleari, un'inchiesta mette nei guai la Francia: "10mila persone da risarcire"

Un'indagine ha portato alla luce nuovi dati sugli esperimenti condotti a Mururoa e nei terrortori d'oltremare della Polinesia. Il risultato è che tutti gli abitanti di Tahiti potrebbero essere stati esposti a una quantità di radiazioni superiore al consentito. Se questo sarà confermato, Parigi dovrà sborsare un totale di circa 700 milioni di euro

L’impatto sulle persone, in particolare sugli abitanti di Tahiti, dei test nucleari condotti in passato dalla Francia a Mururoa e nella Polinesia francese è stato sottovalutato. Questo è quanto si evince dall’inchiesta “Toxique” condotta dall’ Ong Disclose, partner di Le Soir. Queste rivelazioni potrebbero portare al risarcimento di almeno 10mila persone che hanno sofferto le conseguenze di quegli esperimenti.

L'inchiesta

Disclose ha indagato per due anni insieme a Interprt, un’organizzazione che mira a sostenere la giustizia ambientale, sulle conseguenze degli esperimenti nucleari condotti dal govern di Parigi dal 1966 al 1996. Come spiega l’indagine, i test sarebbero stati 193, di cui 46 avvenuti all'aperto, i più contaminanti del programma. Un esempio delle conseguenze di questa attività nucleare è quello Valérie Voisin, 58 anni, a cui i test hanno causato un cancro al seno. La malattia le ha arrecato danni irrimediabili: la perdita di tutti i denti, la degenerazione della colonna vertebrale e una debolezza nell'anca che la rende sempre più debole. “Il mio medico mi disse che avevo lo scheletro di una signora di 90 anni”, ha testimoniato la donna, che abita a Tahiti. Voisin aveva 11 anni all'epoca del test. L’inchiesta ora ha portato alla luce l’eredità tossica che la Francia ha lasciato nel Pacifico, probabilmente ancora più dannosa di quanto il Paese voglia ammettere.

2mila pagine d'archivio analizzate

In collaborazione con il programma Science & Global Security dell'Università di Princeton, negli Stati Uniti, Disclose ha esaminato 2mila pagine d'archivio del Ministero francese della Difesa, documenti che non erano mai stati analizzati nella loro totalità. Inoltre, ha condotto una cinquantina di colloqui con veterani dell'esercito, abitanti del luogo, ma anche con magistrati, scienziati o organizzazioni della società civile. Un altro recente studio aveva già evidenziato la necessità di fare luce sugli effetti reali di questi esperimenti nucleare. Ma il lavoro d’indagine condotto da Disclose si concentra soprattutto sull’impatto dei test sugli abitanti di Tahiti, che secondo loro è stato sottostimato. Un episodio ha attirato particolarmente l'attenzione degli studiosi, quello del progetto “Centauro” del 1974 che ha segnato la fine degli esperimenti all’aperto e l’inizio dei i test sotterranei, definiti nei documenti “più puliti e soprattutto più discreti”. Dalle pagine analizzate si evince che la nube atomica di Centauro avrebbe dovuto raggiungere gli 8mila metri di altitudine e disperdersi verso nord, una zona quasi disabitata. Ma alla fine raggiunse solamente circa 5mila metri di altezza. Questo ha impedito ai venti di spingere verso nord la nube, che è stata spinta verso ovest, ovvero verso Tahiti.

Errori o omissioni?

Contrariamente allo studio di riferimento del 2006 del Commissariato per l'energia atomica (Cea), tutti gli abitanti di Tahiti, la principale isola della Polinesia francese, potrebbero essere stati esposti a una quantità di radiazioni superiore al consentito. Questa rivelazione potrebbe creare la condizione per un indennizzo da parte dello Stato francese a tutte le persone colpite. Rianalizzando i dati, l'Università di Princeton ha individuato tre errori (o omissioni) nella relazione del Cea. In primo luogo, per calcolare la quantità di radiazioni a cui sono stati esposti gli abitanti di Tahiti, il Commissariato ha considerato solo i depositi registrati il primo giorno del test, senza prendere in considerazione le misurazioni dei giorni successivi. Successivamente, per valutare l'esposizione su tutta l'isola, gli scienziati del Cea si sono basati sui rilevamenti di una sola base militare, senza tener conto dei valori più elevati registrati in altre parti dell'Isola. Infine, per sostenere la sua ricostruzione, il Cea ha prodotto una mappa nella sua relazione, omettendo di far figurare i valori più elevati. L'errore più sorprendente riguarda la zona della capitale Papeete, dove i valori di riferimento sono stati modificati verso il basso senza spiegazione.

Il risarcimento

Alla luce del nuovo studio, se il Comitato per l'indennizzo delle vittime degli esperimenti nucleari (Civen) dovesse tener conto di nuovi dati, 110mila persone (quasi tutti gli abitanti degli arcipelaghi nel 1974) potrebbero avere diritto ad un indennizzo in caso di cancro radio-indotto. Secondo una stima del programma di ricerca di Princeton, dal 1975 a 2020, 10mila casi di cancro potrebbero essere collegati ai test nucleari. Se ciascuno di questi casi dovesse essere risarcito, l’importo per lo Stato francese sarebbe enorme: circa 700 milioni di euro. Senza contare i tumori che non sono ancora stati dichiarati. Attualmente, solo 63 civili polinesiani sono stati risarciti.

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