Tav, l’Ue cerca di convincere Di Maio: “Pronti a pagare fino al 55% dell’opera”

Segnali di distensione e promesse: “Per l’Italia si calcola un risparmio di 1,3 miliardi”. Ma dalla commissione che ha scritto l’analisi costi benefici: “L’Europa non ci regala nulla”

Passate le elezioni europee, le istituzioni di Bruxelles cercano di convincere il Movimento 5 Stelle a far completare i lavori della Tav Torino-Lione. L’Ue è disponibile ad aumentare la propria quota di partecipazione fino al 55% dell’opera. Così ha annunciato la coordinatrice Ue del Corridoio mediterraneo Iveta Radicova. Per l'Italia vorrebbe dire un risparmio di 1,3 miliardi. “L'Europa non ci regala nulla: sono tutte partite di giro”, ha però risposto Marco Ponti, coordinatore della commissione che ha redatto la relazione costi benefici sulla controversa linea commerciale ad alta velocità. Ribadendo, quindi, la sua valutazione negativa sulla Tav.

3 miliardi a carico dell'Italia

“La spesa a carico dell'Italia per la sezione transfrontaliera è di circa 3 miliardi di euro sui complessivi 8,6 miliardi”, spiega invece Paolo Foietta, già commissario di Governo per la Torino-Lione. “Con il contributo Ue fino al 50% più il 5% per i progetti gestiti da una struttura binazionale, come Telt, il risparmio complessivo per l'Italia sarebbe di 1,3 miliardi”, sottolinea.

Sul fatto che questi fondi possano accelerare il processo verso la realizzazione dell’opera, Foietta osserva: “C'è questa partita a scacchi che stanno giocando i vicepremier, ma è sempre più chiaro che nel Paese c'è una forte maggioranza che vuole la Tav ed una poco consistente minoranza che non la vuole fare”. “Chi non la vuole fare, cioè il M5s - conclude Foietta - sarà obbligato ad andare a casa o a digerirla perché la Tav si farà”.

Favorevole il presidente del Piemonte

Anche per il neo-presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio di Forza Italia, quella che arriva dall’Ue è certamente “una buona notizia”. “Sono anni - osserva - che ci battiamo a Bruxelles perché l'Italia abbia un maggiore sostegno per la realizzazione delle sue opere strategiche”. A Lione, durante l'assemblea annuale del Comité pour la Transalpine, era presente anche il presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanelli, che dichiara di aver portato “ampie rassicurazioni sul fatto che essendo andate in un certo modo le elezioni europee, non c'è dubbio che la Tav si farà”.

“È stato quasi un referendum a favore dell'opera - sostiene il rappresentante degli industriali - vinto per oltre l’80%”.  “Certamente - aggiunge Ravanelli - quanto annunciato dalla coordinatrice Ue Radicova è una buona notizia che testimonia ancora di più quanto la Ue ci tenga a quest'opera che non riguarda assolutamente solo l'Italia e la Francia ma, è bene ricordarlo, fa parte del Corridoio mediterraneo”. “Speriamo - conclude - che il M5s colga la palla al balzo per dire che così la Torino-Lione anche per loro diventa accettabile”.

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L'analisi costi-benefici

Ma il coordinatore della commissione che ha redatto la relazione costi benefici è di ben altro avviso. “Ci sono sul tavolo - ha spiegato Ponti - 133 miliardi di opere di dubbia utilità dichiarate dal ministro Delrio tutte strategiche, tali da non meritare l'analisi costi benefici”. “Davanti a queste cifre - dice Ponti con schiettezza - chi se ne importa di 4 miliardi dalla Ue? Il vero problema è la valutazione delle priorità”.  “La mia analisi - prosegue - dice che i benefici di quest'opera sono nettamente inferiori ai costi”. “Va bene, paga l'Europa e alla fine l'opera si farà - ammette il tecnico - ma i suoi benefici restano pochi lo stesso”.  “Se la politica giudica quest'opera di vitale importanza per lo sviluppo del Nord Italia, allora c'è il primato della politica, ma non sembra che la razionalità spinga in quella direzione”, sottolinea. “L'Europa non ci regala nulla: sono tutte partite di giro e questo deve essere chiaro” conclude, lasciando poche speranze a chi sperava di fargli cambiare idea. 

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