Una tassa Ue sui biglietti aerei, la proposta per frenare le emissioni dei voli

Dal 2012, le emissioni dei voli sui cieli europei sono aumentate ben del 21%. E 5 Paesi membri ora spingono per introdurre una imposta comune per applicare il principio del "chi inquina, paga"

Potrebbe presto diventare realtà la proposta, avanzata dal Belgio e promossa da altri 4 Paesi membri, di introdurre una tassa Ue sui biglietti aerei per combattere le emissioni nocive di questo tipo di trasporti. Ieri, alla riunione dei ministri dell'Ambiente, l'idea ha trovato il sostegno ufficiale di Francia, Olanda, Svezia e Lussemburgo, cui potrebbero presto aggiungersi anche altri governi. Una proposta che sembra piacere a Bruxelles, vista la ricerca di fonti di finanziamento dirette per il bilancio Ue che non passino ogni volta dalle trattative tra gli Stati membri.

L'idea nasce anche sotto la spinta dei dati allarmanti sull'inquinamento del trasporto aereo: mentre si cerca di combattere lo smog su strada, dal 2012, le emissioni dei voli sui cieli europei sono aumentate ben del 21%. Un aumento che rischia di vanificare gli sforzi in altri ambiti per rispettare gli accordi di Parigi sul clima.

A oggi, i trasporti aerei, civili e cargo, sono tassati in vario modo all'interno dell'Ue e in molti casi non sono previste alcune imposte. Il carico fiscale per questo tipo di trasporti, dice il ministro vallone Jean-Luc Crucke, è decisamente più basso di quello imposto in generale a mezzi più puliti come i treni: "Un regime tariffario equo dovrebbe applicare il principio di chi inquina paga - dice - e ristabilire una concorrenza leale con gli altri sistemi di trasporto". 

Il problema è cercare di trovare il giusto equilibrio sia per i voli in partenza dall'Ue, sia per quelli in arrivo da Paesi extra-Ue. La tassa potrebbe prendere la forma di una imposta sul cherosene o di un'Iva europea sui biglietti. La Commissione Ue ha adesso in mano il dossier, ma difficilmente una proposta più definita potrà vedere la luce nei prossimi mesi. Più probabile che ad affrontare il dossier sia il prossimo esecutivo comunitario.    

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