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Greta Thunberg - foto Ansa EPA/Fredrik Sandberg

Greta Thunberg - foto Ansa EPA/Fredrik Sandberg

Effetto Greta: in Svezia Verdi ritenuti troppo moderati, rischiano di uscire dal Parlamento

La loro costante ricerca del compromesso da quando sono al governo gli ha fatto perdere appeal nei confronti dei giovani che invece seguono le orme dell'inventrice dei Friday for Future, che proprio il leader del partito criticò ritenendoli esagerati

La Svezia sembra diventata ormai la patria dell'ambientalismo da quando Greta Thunberg è balzata all'onore delle cronache mondiali per le sua battaglie contro il cambiamento climatico, iniziate con i suoi solitari scioperi settimanali che ora sono diventati i celebri Friday for Future.

Eppure il partito del Verdi del Paese non sembra essere riuscito ad approfittare di questa nuova ondata di popolarità dell'ambientalismo tra i più giovani e anzi ne è stato travolto perché, a quanto pare, la sua linea moderata lo ha reso inviso a tutti coloro che ammirano invece la giovane ecologista. Addirittura Gustav Fridolin, l'ex leader del Miljöpartiet de gröna (il nome completo della formazione politica che significa Partito Ambientalista i Verdi), quando iniziarono nel 2018 provò a convincere Greta a non portare avanti i suoi scioperi settimanali, ritenendo la sua una strategia troppo radicale e avventata. E ora, dopo sei anni come alleato di minoranza del governo a guida socialdemocratica, i sondaggi suggeriscono che i Verdi potrebbero addirittura faticare a superare la soglia di sbarramento del 4% alle prossime elezioni, previste per il 2022, e quindi rischiano di rimanere fuori dall'Aula.

Come racconta Politico dal suo ingresso al governo nel 2014 il partito ha subito una serie di sconfitte brucianti su questioni ambientali ritenute chiave, tra cui la mancata chiusura dell'aeroporto di Stoccolma e l'impossibilità di fermare la costruzione di una costosa (e inquinante) tangenziale nella capitale. Nel frattempo ha bruciato tutta una serie di leader, l'ultima delle quali è stata Isabella Lövin, che ha annunciato le sue dimissioni alla fine di agosto, affermando che servivano “nuove energie”. L'attuale segretaria, Märta Stenevi (che su Twitter ha solo 1.221 follower mentre Greta quattro milioni), ha rivendicato comunque alcuni successi, tra cui un programma per aumentare la quota di veicoli ecologici venduti e una legge sul clima che obbliga i governi svedesi a mostrare come raggiungeranno gli obiettivi climatici. Tuttavia si è giustificata affermando che i partiti al governo, in particolare i partiti minori di una coalizione, affrontano sfide particolari per ottenere il giusto riconoscimento per ciò che hanno ottenuto.

Per questo alcuni pensano che forse farebbe bene alla formazione uscire un po' da Parlamento per ritrovare nuova linfa e rinvigorire le sue battaglie e la sua immagine. Una scelta che forse saranno gli stessi elettori a forzare il partito ad accettare.

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