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Sabato, 25 Giugno 2022
Crisi energetica / Austria

Stop alle caldaie a gas dal 2023: Vienna accelera sull'addio ai fossili

Inizialmente previsto per il 2025, il divieto entrerà in vigore con due anni di anticipo. L’Austria è uno dei Paesi Ue più dipendente dal combustibile russo

Con i prezzi del gas ai massimi storici, gli Stati membri dell'Ue stanno tentando di prendere le distanze dal combustibile fossile. Dopo Francia e Olanda, anche l’Austria accelera sulla rivoluzione "verde" dei sistemi di riscaldamento degli edifici. Vienna ha infatti anticipato il divieto alla vendita di caldaie alimentate a gas, che entrerà in vigore a partire dal 2023 e non più dal 2025.

Le vendite di sistemi di riscaldamento a petrolio e carbone erano già state vietate a partire dal 2020. Ora, il governo vieterà la riparazione di questi sistemi con la revisione della legge sulle energie rinnovabili (Ewg). Nonostante il Paese abbia una quota elevata di elettricità rinnovabile, circa il 20 per cento del consumo finale di energia dipende dal gas naturale, di cui circa l'80 per cento è russo, il che lo rende uno dei Paesi Ue più dipendenti da Mosca. "Ogni caldaia a gas che eliminiamo è un passo per uscire dalla nostra dipendenza ", ha spiegato Leonore Gewessler, ministra austriaco per il clima, in un comunicato stampa.

Secondo la ministra entro la fine dell'anno, il Paese dovrebbe essere in grado di ridurre le importazioni dell’80 per cento. A partire dal 2023 il riscaldamento a gas non potrà più essere installato nei nuovi edifici, ad eccezione degli edifici già omologati, già progettati o in costruzione. Da quel momento in poi, i sistemi di riscaldamento a petrolio e carbone rotti possono essere sostituiti solo da sistemi rinnovabili. Dal 2025, gli impianti a carbone e petrolio installati prima del 1980 dovranno essere sostituiti, dal 2035 anche quelli installati successivamente.

"Entro il 2040, tutti i sistemi di riscaldamento a gas in Austria dovranno essere sostituiti da un sistema di riscaldamento moderno e rinnovabile o alimentato con gas biogeno", si legge nel comunicato stampa. Per farlo il governo ha predisposto ingenti finanziamenti. "Sosteniamo i cittadini nel passaggio a sistemi di riscaldamento rinnovabili come il riscaldamento a pellet o le pompe di calore con 7.500 euro. Inoltre, ci sono sussidi negli Stati federali. E per le persone con pochi soldi, paghiamo l'intero scambio", ha spiegato Gewessler.

La mossa è stata pubblicizzata anche come un modo per ridurre la pressione sui consumatori a fronte di prezzi energetici da record. "Alla luce della guerra in Ucraina, la dipendenza dal gas russo è uno sviluppo negativo che sta diventando sempre più costoso per i consumatori", ha sottolineato Magnus Brunner, ministro delle Finanze. I partiti di opposizione hanno criticato la natura affrettata del pacchetto, la mancanza di consultazione con le parti interessate e la presunta tendenza del governo austriaco a concentrarsi su annunci eclatanti.

"Le misure sensate che funzionano raramente arrivano alla fine. Questo vale sia per la lotta all'inflazione sia per garantire l'approvvigionamento energetico alla popolazione austriaca", ha commentato Alois Schroll, portavoce per l'energia dei socialdemocratici dell'opposizione SPÖ.

Lo scorso gennaio anche la Francia aveva vietato l'installazione di caldaie a gas all'interno di nuovi immobili, ovvero in quelli per i quali è stato richiesto un permis de construire (permesso di costruire) dopo il 1° gennaio 2022. Poche settimane fa anche il governo olandese ha proposta di vietare dal 2026 la vendita di caldaie a gas. Così facendo, si potrebbero risparmiare 9 miliardi di metri cubi di gas all'anno, assicurano all'Aja.

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