Martedì, 22 Giugno 2021
Ambiente

Smog, l'Ue pronta a “denunciare” l'Italia: ecco cosa rischia

Nel nostro paese il record europeo di morti legate all'inquinamento. Nel mirino di Bruxelles anche Germania, Francia e Regno Unito: non avrebbero messo a punto le misure urgenti richieste lo scorso gennaio dalla Commissione

Livelli di smog e polveri sottili oltre il limite massimo consentito su Torino ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

La settimana prossima, l'Italia e altri cinque paesi, tra cui Germania, Francia e Regno Unito, potrebbero essere deferiti alla Corte di giustizia dell'Ue per aver violato le norme europee sulla qualità dell'aria. E' quanto si apprende a Bruxelles: secondo l'Ansa, la “denuncia” contro l'Italia potrebbe venire comunicata il prossimo 17 maggio.

L'ultimatum di Bruxelles

Il nostro paese è da tempo nel mirino di Bruxelles per le ripetute violazioni delle norme europee antismog. Secondo uno studio dell'Ispra, l'Italia ha il record Ue di morti premature per inquinamento, circa 84mila all'anno. Sotto accusa è il livello del particolato, il Pm10, che sarebbe aumentato negli ultimi anni anziché diminuire, come richiesto più volte dalla Commissione. L'ultimatum di Bruxelles è arrivato lo scorso gennaio, quando l'Italia è stata convocata dal commissario Ue all'Ambiente, Karmenu Vella, insieme ad altri 8 paesi membri (Francia, Gran Bretagna, Germania, Ungheria, Romania, Spagna, Slovacchia e Repubblica ceca). 

La pesante multa

Di questi Stati, solo Madrid, Bratislava e Praga sembrano aver preso contromisure ritenute valide dalla Commissione. Gli altri, tra cui per l'appunto l'Italia, non avrebbero convinto il commissario Vella. Che a questo punto non avrebbe altra strada davanti se non quella del deferimento alla Corte di giustizia Ue. Se l'indagine dei giudici di Lussemburgo dovesse dare ragione alla Commissione, per i paesi interessati scatteranno pesanti multe. Quella dell'Italia, scrive la Stampa, potrebbe arrivare fino a 1 miliardo di euro. 
 

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