Il nuovo sindaco di Lione: "Fermiamo la Tav, è un'opera inutile"

Il primo cittadino ecologista Doucet: "Tra qui e Torino esiste già un'infrastruttura ferroviaria, che è sufficiente, ed è su quella che dovremmo investire"

Manifestazione No Tav - -foto Ansa EPA/ALESSANDRO DI MARCO

Quello dell'alta velocità tra Torino e Lione è un progetto “sbagliato” e che va “fermato”. A unirsi al fronte No-Tav è adesso anche il sindaco della città francese, appena eletto, l'ecologista Grégory Doucet. Quarantasette anni, iscritto al Les Verts dal 1007 ma di fatto nuovo alla politica attiva, Doucet, che si è laureato alla scuola di business di Rouen e ha lavorato per 20 anni in ng umanitarie, ha scelto la vetrina de La Stampa per dichiarare la sua contrarietà all'opera al centro di tante polemiche da tanti anni.

Puntare sulle attuali infrastrutture

Fra Torino e Lione “esiste già un'infrastruttura ferroviaria, che è sufficiente, ed è su quella che dovremmo investire”, afferma accusando la Francia di aver “iniettato troppi pochi fondi sul trasporto merci su rotaia a livello nazionale”, mentre ora “vogliono farci credere che con la Tav rilanceremo l'attività. Ma è assurdo”. A suo avviso valorizzare l'attuale tratta sarebbe “sufficiente per i treni che vi devono circolare”. A decidere sul futuro dell'opera non è certo lui, ma sono i governi italiano e francese insieme all'Unione europea, e loro il primo cittadino manda un messaggio chiaro: “Non bisogna insistere su un progetto sbagliato. È la scelta peggiore. Bisogna fermare la Tav”.

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Critiche della Corte de Conti Ue

L'opera è recentemente stata criticata anche dalla Corte dei Conti europea che ha lamentato problemi sotto tre aspetti non irrilevanti: l'analisi costi-benefici che appare sfavorevole, il suo forte impatto ambientale e il mancato coinvolgimento delle popolazioni locali.

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