Nucleare, l'Italia 'nasconde' il suo piano sui rifiuti radioattivi. Corte Ue la condanna

Per il momento non sono previste sanzioni. Il nostro Paese avrebbe dovuto comunicare a Bruxelles il programma per la gestione e lo smaltimento delle scorie entro il 2015

Una manifestazione contro il nucleare in Italia

L'Italia continua a 'nascondere' all'Unione europea i suoi piani per la gestione delle scorie e dei rifiuti radioattivi ancora presenti sul territorio nazionale. Lo ha reso noto la Corte di giustizia dell'Ue, che ha condannato il Belpaese per inadempienza, anche se per il momento non sono previste sanzioni.

La mappa del nucleare in Italia

'La direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio del 19 luglio 2011 - scrive la Corte - istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi" e "stabilisce che gli Stati membri notifichino alla Commissione 'al più presto' e comunque entro il 23 agosto 2015 per la prima volta il contenuto del loro programma nazionale per la gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Tale direttiva intende garantire una gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, inclusi quelli derivati dagli utilizzi delle tecnologie nucleari e radiologiche per scopi diversi dalla produzione di energia, al fine di evitare di evitare ogni onere indebito a carico delle generazioni future".

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Secondo la Commissione, dicono ancora i giudici di Lussemburgo, "dagli elementi forniti dall’Italia prima dell’inizio di questa causa, risulta che detta trasmissione non ha avuto luogo, nella misura in cui le autorità italiane non hanno trasmesso alla Commissione il testo definitivo del programma nazionale adottato per la gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi". Bruxelles aveva accordato altri 2 anni all'Italia per presentare il suo piano di gestione e smaltimento, ma nonostante questo nessuno dei governi che si sono succeduti ha reso noto il programma nazionale sul nucleare. Da qui la condanna della Corte. 

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