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Domenica, 28 Novembre 2021
Bucarest

Romania controcorrente: tassa le fonti rinnovabili (ma non i combustibili fossili)

Schiaffo da Bucarest al Green deal. Protestano le associazioni dei produttori

Altro che Green deal. La Romania va controcorrente e tassa le energie rinnovabili, salvando invece le lobby del fossile. È quanto prevede un pacchetto di misure varato per proteggere i consumatori dai recenti aumenti delle bollette. 

Bucarest ha inserito un dettaglio controverso circa la produzione di energia elettrica: i costi aggiuntivi (cioè sopra un determinato limite), verranno sostenuti non dagli utenti finali ma dalle aziende produttrici. Come riporta Euractiv, è stata introdotta una tassa dell’80% sui redditi aggiuntivi generati dai produttori elettrici. Il problema è che si è deciso di tassare chi produce energia elettrica tramite fonti rinnovabili, mentre i produttori che ricorrono ai combustibili fossili sono stati esentati.

Le associazioni che rappresentano l’industria energetica verde sono immediatamente salite sulle barricate. Tre di loro hanno inviato una lettera aperta al governo, in cui criticano la scelta di tassare i proventi dalle produzioni rinnovabili e avvertono del rischio che questo pone per l’intero settore energetico nazionale. “Sovratassare il reddito dei produttori da fonti rinnovabili ed esentare gli utenti finali dal pagare i certificati verdi creerà seri problemi finanziari per gli operatori, potenziali insolvenze e forse addirittura la chiusura delle capacità produttive di energia rinnovabile”, si legge nel documento.

Tra gli effetti immediati che temono i firmatari della missiva, c’è il fatto che questo nuovo onere fiscale per i produttori green possa provocare un forte ritardo negli investimenti sostenibili, se non addirittura il loro abbandono: “La sovratassazione del reddito comporterà perdite immediate per i produttori da fonti rinnovabili che potrebbero diventare insolventi – dato che i costi in cui incorrono attualmente non sono presi in considerazione”. In questo modo, prosegue il comunicato, “pagheranno più di quanto guadagnano”, rendendo il business sconveniente.

La controproposta delle associazioni è che la tassa sul reddito diventi una tassa sui profitti ingiustificati. I produttori green sostengono che gli strumenti forniti dalla Commissione europea tramite il Green deal e le varie misure ad esso collegate offrono alle autorità romene un’ampia gamma di soluzioni per mitigare l’impatto del rincaro dei prezzi dell’energia tanto sui consumatori quanto sulle industrie. “Nel medio e lungo termine, il focus è sull’aumentare gli investimenti nell’energia rinnovabile, che offre i prezzi più bassi per i consumatori, e sull’accelerare la transizione verde per ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di energia, che è la miglior assicurazione contro gli shock dei prezzi come quello che stiamo affrontando ora”, hanno dichiarato.

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