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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Paradosso Ue

I rischi della transizione ecologica e digitale per l’Europa e l’ambiente

Dipendenza dalla Cina sulle batterie, crescita dei rifiuti elettronici e mancato riciclo degli stessi. La Commissione fa il punto sulle incognite del Green deal

Le transizioni ‘gemelle’ verde e digitale sono in cima all’agenda politica Ue. Tuttavia, la Commissione europea oggi ha ammesso che “ci sono anche aree in cui le due transizioni potrebbero influenzarsi negativamente a vicenda”. Basti pensare che il raggiungimento degli obiettivi Ue sull’energia pulita “richiederà un aumento del 3500% nell'uso del litio, componente fondamentale per la mobilità elettrica”. Oltre ai rischi ambientali legati all’estrazione mineraria del ‘nuovo petrolio’ si porrà anche un problema di autonomia europea, dal momento che “il Cile detiene attualmente il 40% dei giacimenti di litio, mentre la Cina ospita il 45% degli impianti di raffinazione in tutto il mondo”. 

L’avvertimento sui rischi connessi agli obiettivi Ue sono contenuti nel “Rapporto di previsione strategica 2022: gemellare le transizioni verde e digitale nel nuovo contesto geopolitico”, un documento adottato oggi dalla Commissione europea. Un campanello d’allarme per comprendere che le nuove tecnologie - se continuano ad essere sviluppate con metodi insostenibili e a non essere riciclate come si dovrebbe - più che un alleato possono diventare un antagonista nella lotta al cambiamento climatico. Al momento “le tecnologie di informazione e comunicazione sono responsabili del 5-9% del consumo globale di elettricità”, si legge ancora nel documento Ue. Inoltre, “il maggiore utilizzo delle tecnologie digitali potrebbe aumentare i rifiuti elettronici e il loro impatto ambientale” che  “potrebbe raggiungere i 75 milioni di tonnellate entro il 2030”. Nell'Ue, attualmente, “solo il 17,4% di questi è adeguatamente trattato e riciclato, mentre la produzione di rifiuti elettronici è in aumento ogni anno di 2,5 milioni di tonnellate” nei ventisette Stati membri. Dati che ora preoccupano Bruxelles. 

“Senza politiche appropriate - ha avvertito la Commissione - ogni passaggio a nuovi standard o tecnologie richiederà una massiccia sostituzione delle apparecchiature” come quella causata dal futuro passaggio dalle reti 5G a quelle 6G che richiederanno agli utenti di rimpiazzare i vecchi smartphone e dispositivi "per sfruttare appieno i loro vantaggi".

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Problemi che hanno spinto i funzionari di Bruxelles ad identificare dieci aree di azione con l'obiettivo di “massimizzare le sinergie e la coerenza tra le nostre ambizioni climatiche e digitali”. Si va dal rafforzamento dell'autonomia strategica nei settori essenziali per la doppia transizione (come il reperimento delle materie prime) alla cosiddetta ‘diplomazia verde e digitale’ che dovrebbe far leva “sul potere di regolamentazione e standardizzazione dell'Ue, promuovendo nel contempo i valori europei e favorendo i partenariati” con i Paesi terzi. “Dal 2040 - ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea, Mars Sefcovic - il riciclaggio potrebbe essere una delle principali fonti di metalli e minerali essenziali per le nuove tecnologie”. “Comprendere questa interazione tra le due transizioni ‘gemelle’ mentre si lotta per un'autonomia strategica aperta”, ha aggiunto Sefcovic, “è la strada giusta da seguire”.

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