Mercoledì, 17 Luglio 2024
L'invenzione green

Così potremo ripulire l'atmosfera dalla Co2 conservandola nei mari

Allo studio una nuova tecnologia che permette di catturare l'anidride carbonica direttamente dall'aria in maniera fino a tre volte più efficace rispetto ai metodi già in uso e di stoccarla direttamente in acqua

Gli scienziati stanno studiando una nuova tecnologia che permette di ripulire l'aria dalle emissioni di Co2 per poi conservarla in maniera sicura ed economica nel mare. Impianti di stoccaggio del carbonio esistono già, ma ora potrebbe essere possibile assorbire una quantità di Co2 fino a tre volte superiore rispetto a quella accumulabile con gli attuali metodi e per di più senza dover utilizzare vecchi giacimenti in disuso.

Il nuovo sistema di cattura diretta dell'aria (Dac) utilizza resine e altre sostanze chimiche disponibili sul mercato per eliminare la Co2 dall'atmosfera, trasformandola poi in bicarbonato di sodio e immagazzinandola nell'acqua di mare ed evitando così di dover utilizzare ex giacimenti petroliferi o di dover ricorrere allo stoccaggio sottoterra, come nel caso del nuovo sito di conservazione progettato di recente dalla Danimarca, il primo Paese a prevedere la cattura di Co2 in uno Stato (il Belgio in questo caso) per poi iniettarla in un altro (la Danimarca, appunto) sfruttando un pozzo petrolifero esaurito.

Come spiega la Bbc, la nuova tecnica ha cercato di superare i problemi legati agli elevati costi dei processi già esistenti, come ad esempio quelli utilizzati dall'azienda svizzera Climeworks per un impianto in Islanda che trasforma la Co2 in pietra. Gli studiosi hanno tenuto conto del fatto che pur essendo la Co2 un potente agente riscaldante, è relativamente diluita nell'atmosfera, con circa 400 parti per milione (ppm) nell'aria e la sua cattura necessita per questo di grandi macchine che richiedono grandi quantità di energia.

"A mia conoscenza, non esiste alcun materiale assorbente che, anche a 100mila ppm, mostri la capacità che noi otteniamo nella cattura diretta dell'aria a 400 ppm", ha dichiarato il professore Arup SenGupta della Lehigh University negli Stati Uniti, autore principale del progetto. "Questa semplice capacità di catturare Co2 in quantità elevate, in un piccolo volume di materiale, è un aspetto unico del nostro lavoro", ha poi aggiunto. Per arrivare a questo risultato, il gruppo di ricerca ha sfruttato una tecnologia precedentemente progettata per le applicazioni in acqua e l'ha applicata alla fase gassosa.

Il dottor SenGupta ha affermato di voler creare una società spin-off per sviluppare ulteriormente la tecnologia, ritenendo questo tipo di rimozione fondamentale non solo per limitare l'aumento delle temperature globali, ma anche per sostenere i Paesi in via di sviluppo. "Dobbiamo portare il progetto in posti come il Bangladesh, le Barbados o le Maldive: anche loro hanno un ruolo da svolgere, non possono essere solo spettatori che continuano a soffrire", ha detto.

Tuttavia, non mancano gli scienziati dubbiosi di fronte all'eccessiva enfasi che viene data a sistemi emergenti come la Dac, timorosi che questi possano limitare gli sforzi di riduzione delle emissioni di carbonio tanto dei governi quanto dei singoli individui. Molti altri invece ritengono che questa sia l'unica speranza di evitare pericolosi cambiamenti climatici. Certamente "la Dac dovrà diventare più economica per dare un contributo utile. Sono ottimista sul fatto che possa farlo", ha dichiarato il professore Klaus Lackner, un pioniere nel campo della rimozione della Co2. È un ottimismo condiviso anche dal professor SenGupta, che ritiene possibile usare questo nuovo metodo ad un costo inferiore ai 100 dollari per tonnellata di Co2 rimossa.

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