“Ridurre consumo di farmaci, inquinano più delle auto”, la proposta del Parlamento Ue

Nelle acque reflue vanno a finire i residui dei medicinali, con forti conseguenze sull'ecosistema ma anche sulla futura efficacia delle sostanze mediche

L’inquinamento che non ti aspetti. I farmaci - parte integrante non solo della vita di tanti pazienti, ma anche di una settore in crescita dell’economia - sono responsabili di forti danni agli ecosistemi in quanto non possono essere efficacemente filtrati dagli impianti di trattamento delle acque reflue. In altre parole, gli escrementi di chi ha assunto un farmaco vanno a inquinare le falde acquifere sotterranee con conseguenze negative per l’ambiente, ma anche per l’uomo. Tale processo riduce infatti la loro efficacia futura, ad esempio causando l'emergere di una resistenza antimicrobica. 

Secondo uno studio della rivista Journal of Cleaner production, le emissioni dell’industria farmaceutica sono del 55% superiori a quelle dell’industria automobilistica. Stime che hanno convinto l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) a rivedere le linee guida per la valutazione del rischio ambientale da farmaci, con l’introduzione, ad esempio, del termine ‘sostanze attive endocrine’, per includere tutti i composti che influenzano lo sviluppo o la riproduzione. Esperti e legislatori sono da anni a conoscenza del fenomeno, ma finora si è fatta fatica ad intervenire perché si deve tener conto non solo della salute dei pazienti, ma anche dei forti interessi economici dietro all’industria del farmaco. Da qualche anno a questa parte l’Italia è la prima potenza farmaceutica per produzione nell’Ue, di fronte alla Germania.

Un testo del Parlamento europeo, nato con l’obiettivo di affrontare il problema, ha incassato l’ok dell’Aula nella giornata di oggi con 671 voti favorevoli, 15 contrari e 10 astensioni. Nella relazione gli eurodeputati si rammaricano del grave ritardo nel contrasto all’inquinamento del settore farmaceutico e alla resistenza antimicrobica. La soluzione proposta dagli europarlamentari è quella di colpire l’uso, o forse sarebbe meglio dire abuso, di farmaci prescritti, un fenomeno che colpisce soprattutto gli anziani. Gli eurodeputati chiedono anche un uso più attento dei farmaci, lo sviluppo di una produzione più ecologica e una migliore gestione dei rifiuti nell’Ue.

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Per i deputati è necessario intervenire per limitare il crescente consumo complessivo di farmaci pro-capite nell’Ue e chiedono ai Paesi di condividere le migliori pratiche per ridurre l'uso preventivo di antibiotici e per lo smaltimento dei farmaci inutilizzati. Si incoraggiano, inoltre, medici e veterinari a fornire informazioni sul corretto smaltimento. Nel testo si sottolinea infine la necessità di un ulteriore sviluppo di “farmaci più ecologici”, altrettanto efficaci per i pazienti ma meno dannosi per l'ambiente. In questo contesto, l’obiettivo è renderli più biodegradabili senza comprometterne l'efficacia.

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