I poveri sono le prime vittime dello smog. Lo dice uno studio Ue

Ogni anno, 400mila morti premature in Europa sono dovute all'inquinamento ambientale. Aumentare i parchi e ridurre il traffico porterebbe benefici soprattutto alle persone a basso reddito, le più esposte alle patologie

Tagliare l'inquinamento atmosferico e aumentare gli spazi verdi nelle città migliorerebbe immediatamente la salute delle persone più povere. È quanto ha rivelato un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, nel quale si evidenzia che i fattori ambientali infliggono danni maggiori alla salute di coloro che vivono in stato di indigenza, che si trovano a dover fare i conti con malattie molto più frequenti se paragonate a quelle che colpiscono i cittadini più abbienti. 

Le persone povere - rivela l’Agenzia - hanno maggiori probabilità di vivere in aree con un elevato inquinamento atmosferico, che causa 400.000 morti premature in Europa ogni anno. Ma anche l’inquinamento acustico viene indicato come un problema che contribuisce a 12.000 morti premature all'anno e aumenta i livelli generali di stress.

“È necessaria un'azione decisa per proteggere i più vulnerabili della nostra società, poiché la povertà spesso va di pari passo con una vita in cattive condizioni ambientali dannose per la salute”, ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'Agenzia. Nel rapporto si mettono in evidenza anche le misure che non solo ridurrebbero l'inquinamento atmosferico ma che permetterebbero alle persone un maggiore accesso a parchi e aree verdi. Provvedimenti che “sono alla portata dei Governi”. 

Affrontare il tema dell’ingiustizia sociale ora aggravato dalle situazione ambientale “deve essere parte di un approccio integrato verso un'Europa più sostenibile e inclusiva”, prosegue il direttore. "Il Covid-19 è stato un altro campanello d’allarme - ha commentato Stella Kyriakides, commissaria europea alla Salute - che ci ha reso profondamente consapevoli della relazione tra i nostri ecosistemi e la nostra salute”.

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Nel rapporto si citano inoltre i Paesi con minori disuguaglianze sociali e ambienti più puliti che hanno mostrato un miglioramento della salute dei cittadini negli ultimi anni. Norvegia e Islanda, ad esempio, hanno mostrato il livello più basso (9%) di decessi attribuibili a fattori ambientali. In Paesi con una ricchezza molto inferiore, come l’Albania, tale percentuale sale al 20%, in Bosnia-Erzegovina oltre il 25%.

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