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Venerdì, 27 Maggio 2022
Transizione ecologica / Portogallo

Il Portogallo scopre la "benzina bianca"

Intorno a un maxi giacimento di litio, potrebbe sorgere uno dei principali centri di produzione di batterie per auto elettrice. Ma agricoltori e ambientalisti protestani

È stato ribattezzato "oro bianco" o "benzina bianca" per via del suo colore e perché questo metallo sarà sempre più centrale nella corsa all'elettrificazione dei trasporti. Già, perché sarà il litio in qualche modo a spingere, per esempio, le nostre auto quando, in seguito allo stop alla produzione di vetture con il motore a combustione, che l'Ue ha fissato per il 2035, l'elettrico sarà dominante. Ma c'è un problema: questo metallo non è così facile da trovare in Europa, e ancora più complicata è la sua estrazione. Problema che un Paese Ue potrebbe risolvere: il Portogallo.  

Da qualche anno, Lisbona ha scoperto di avere un tesoro nascosto, in particolare al Nord e nelle aree orientali al confine con la Spagna. A investire su questa risorsa è stata la società Savannah Resources, con sede a Londra, che lavora alla costruzione di miniere di litio in Portogallo dal 2017. La Savannah Resources ha ottenuto i permessi di esplorazione dal governo e ha già svolto attività di prospezione che le hanno consentito di individuare nella zona di Covas do Barroso, a nord est di Porto, giacimenti di spodumene, minerali molto ricchi di litio, contenenti quasi 287.000 tonnellate di questo metallo prezioso. L'idea è di dar vita a una miniera a cielo aperto (composta da 4 cave) di 542 ettari, che potrebbe essere la più grande d'Europa. Abbastanza grande per produrre le batterie per 700mila veicoli elettrici all'anno per circa dieci anni, scrive Le Monde.

Per il Portogallo, ma anche per l'Unione europea, si tratta di un'occasione unica per ridurre la sua dipendenza dal litio importato dall'estero, in particolare dalla Cina, che controlla oggi il 40% della produzione di questo metallo nel mondo. L'Ue è ferma ad appena il 3%, ma Bruxelles si è posta l'obiettivo ambizioso di raggiungere una quota del 25% entro il 2030. Ecco perché l'oro bianco portoghese fa così gola. Per quanto l'estrazione non sia ancora cominciata (si parla del 2024 come anno d'inizio), gli investimenti privati e pubblici cominciano a concretizzarsi all'orizzonte. L'impresa svedese Northvolt e il gruppo petrolifero portoghese Galp hanno già sottoscritto una joint venture per la costruzione di una fabbrica che converta il litio in batterie, aggiungendo coì un altro tassello alla filiera.

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Sembra una grande opportunità per il futuro di un Paese che sta uscendo da lustri di profonda crisi economica. Ma non tutti i portoghesi brindano all'oro bianco. Agricoltori locali e ambientalisti, come l'associazione Mining Watch, per esempio, sono preoccupati per l'impatto della miniera. Come racconta a Nos Nelson Gomes, imprenditore agricolo di Covas do Barroso, l'estrazione del litio avviene a una profondità tra i cento e i trecento metri, e provoca scorie e ampi crateri nel paesaggio. Tonnellate di pietra devono essere schiacciate per il processo, il che causa una tempesta di polvere nella zona. C'è anche la paura che le fonti d'acqua si prosciughino. 

Le proteste degli abitanti dei villaggi hanno avuto finora poco effetto, anche se il rilascio delle concessioni procede con una lentezza agonizzante a causa di ogni sorta di obiezioni. Gomes mostra la zona della foresta dove il terreno deve essere perforato. "Il modello che stiamo seguendo per estrarre questo litio è lo stesso che stiamo facendo con i combustibili fossili", dice Gomes. "Questo significa che continuiamo a distruggere gli ecosistemi. Stiamo distruggendo la vita delle persone che vivono qui. Continuiamo a consumare, quando dovremmo consumare meno", aggiunge. 

Non tutti però sono d'accordo con il catastrofismo di agricoltori e ambientalisti locali. "Non c'è dubbio. Il Portogallo ha le maggiori riserve europee di litio necessarie all'industria. Questa è una buona notizia. Tutto ciò che rende l'Europa non dipendente da materiali che altrimenti dovrebbero venire da fuori è una notizia importante per me", dice Alexandre Lima, professore di geologia all'Università di Porto. Lima ha mappato le riserve vicino a Covas do Barroso negli ultimi anni. La miniera di litio della zona dovrebbe essere aperta, secondo lui. "In questo modo possiamo ottenere i materiali di cui abbiamo bisogno per la transizione energetica in Europa. Senza questo cambiamento, la vita in Europa sarà difficile", aggiune. Per il professore, il litio può essere estratto in modo sicuro. "Come consumatore con un'auto elettrica, mi sentirò più tranquillo se il materiale per la mia auto proviene da un luogo dove c'è un controllo sociale e ambientale, come in Europa. Meglio che in Paesi come la Cina, dove c'è molto inquinamento e i diritti dei lavoratori sono inesistenti", conclude.

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