"Apriamo i porti", la protesta arriva anche a Bruxelles

Manifestazione davanti all'ambasciata italiana nella capitale belga: "Di fronte alla strage in corso nel Mediterraneo nessuno può permettersi di rimanere in silenzio né di puntare il dito altrove"

Le proteste contro le politiche del governo di Lega e Movimento 5 Stelle sull'immigrazione, con la chiusura dei porti voluta da Matteo Salvini alle navi che salvano i migranti nel Mediterraneo, è arrivata anche in Belgio. Un gruppo di manifestanti si è riunito davanti all’Ambasciata italiana di Bruxelles per chiedere al governo italiano la riapertura dei porti, la fine dell’accordo con la Libia e la fine della criminalizzazione delle Ong.

“Da inizio giugno, come effetto congiunto della chiusura dei porti italiani e dei continui attacchi contro le Ong che salvano i migranti in mare, il Mediterraneo è diventato la tratta più pericolosa del mondo. Di fronte a questa strage, nessuno può permettersi di rimanere in silenzio né di puntare il dito altrove”, afferma Marta Gionco del collettivo “Apriamo i Porti”.

Durante la manifestazione, una delegazione di di quattro attivisti ha consegnato all’ambasciatrice Elena Basile una lettera indirizzata al governo italiano con le richieste dei manifestanti. “L’Italia accusa l’Europa di chiudere le frontiere interne e di lasciarla sola, mentre allo stesso tempo persegue le stesse identiche politiche con i paesi che si trovano un po' più a sud: l’esternalizzazione delle frontiere, l’identificazione di un altro paese responsabile di accogliere e identificare tutti i migranti , a costo di accettare violazioni sistematiche non solo del diritto d’asilo ma anche del diritto alla vita, e giustificando la militarizzazione delle frontiere per impedire qualsiasi partenza”, ha aggiunto un'altra attivista, Chiara Gaffuri.

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