Plastica usa e getta: addio a palloncini, forchette e cannucce dal 2021 

Primo ok alla proposta del Parlamento Ue. Si' di Pd e M5s. Forza Italia e Lega contrari allo stop per i prodotti monouso. Gardini (Fi): “Difendere le nostre eccellenze e i posti di lavoro”

Il Parlamento europeo dice basta a posate, buste e cotton fioc in plastica da buttare alla spazzatura dopo un solo utilizzo. Con un voto a larghissima maggioranza - 51 favorevoli, 10 contrari e tre astenuti - la commissione Ambiente dell’Eurocamera ha approvato un’estensione della lista di articoli monouso che, con la conferma del testo in plenaria a fine mese, potrebbero finire fuori commercio a partire dal 2021.

Il Parlamento spera in questo modo di dare un contributo alla riduzione dei rifiuti presenti nei nostri mari e oceani, costituito per il 49% da oggetti in plastica usa e getta. Voce fuori dal coro bipartisan a favore della scelta a tutela dell’ecosistema marino, è stata quella dell’eurodeputata di Forza Italia Elisabetta Gardini, che ha motivato il suo voto contrario con ragioni di tutela dell’economia italiana.

Palloncini, cotton fioc e piatti per il picnic

Con l’eventuale ok definitivo dell’assemblea di Strasburgo, si prevede la messa al bando di sacchetti ultraleggeri, oggetti in plastica oxodegradabile e contenitori in polistirene espanso, utilizzati soprattutto nella ristorazione fast-food e per la consegna di cibo a domicilio. Questi prodotti vanno ad aggiungersi alla lista di oggetti che la Commissione europea aveva già previsto di mettere fuori commercio.

La vendita di piatti o posate usa e getta, cotton floc, cannucce, palloncini (con l’annesso bastoncino in plastica) era già da archiviare nei piani della Commissione guidata da Juncker. Unica eccezione tollerata sarà l’uso medico di certi prodotti, come le cannucce che sono essenziali per molti cittadini affetti da disabilità motorie. Tra le modifiche al testo base inserite dagli europarlamentari si trovano anche misure per ridurre i rifiuti derivanti dal consumo di tabacco: i filtri delle sigarette, anch’essi contenenti plastica, andranno ridotti del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030.

Le reazioni 

Il socialdemocratico Massimo Paolucci esprime la sua soddisfazione per “aver spinto il Parlamento europeo a fare un grande passo in avanti per salvare gli oceani e diffondere un modo di vivere consapevole che possa andare oltre il ‘gettare’ e la sottocultura dei rifiuti”. Più freddo il suo collega in commissione Ambiente, il 5 stelle Piernicola Pedicini, che si rammarica “per il mancato inserimento di target chiari e vincolanti per tutti gli Stati membri”. Il pentastellato accusa gli altri gruppi politici di aver “provato ostinatamente a salvare gli interessi dell’industria”, rivendicando, per il suo gruppo parlamentare, il primato della tutela ambientale e della salute.

Spetta a Elisabetta Gardini, europarlamentare di Forza Italia, ricordare al Movimento fondato da Beppe Grillo la distanza sui temi ambientali dall’alleato di Governo. La Gardini ricorda infatti che “Forza Italia e Lega hanno votato uniti contro la proposta di mettere al bando tanti prodotti di plastica monouso”. L’eurodeputata azzurra accusa la Commissione di aver “cambiato le regole in gioco” dopo che “le nostre Pmi hanno investito nella circular economy, perché le stoviglie siano prodotte con materiali 100% riciclabili, vengano raccolte e diventino materia prima per produrre nuove stoviglie”.

La Gardini promette battaglia in plenaria “per difendere le nostre eccellenze e i posti di lavoro”. Qualche giorno prima del voto era intervenuto il vice-capogruppo della Lega alla Camera dei deputati, Alessandro Pagano, per attaccare la “guerra ipocrita” dalla Ue. Secondo il deputato leghista, “la situazione peggiorerà perché aumenterà l’uso di saponi e detersivi e sappiamo bene tutti dove questi vanno poi a finire”. Pagano sostiene che a farne le spese sarà la produzione di plastica italiana: “tra diretto e indotto, parliamo di un volume di 2,3 miliardi di euro: una mazzata per la nostra economia, con migliaia di posti di lavoro che salteranno”, conclude il deputato. 

Dopo le recenti divergenze sulle sanzioni al Governo ungherese guidato da Viktor Orban, il voto in plenaria previsto per fine ottobre potrebbe segnare una nuova spaccatura, questa volta sui temi ambientali, per l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte.   

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