Plastica, l'Ue vieta piatti, posate, cotton fioc e attrezzi per la pesca. Ecco le misure per ridurre l'inquinamento degli oceani

La Commissione ha presentato una serie di proposte contro i rifiuti marini. Previsti anche costi a carico dei produttori, nuove etichette e il 90% di raccolta delle bottiglie monouso

Stop a posate e piatti di plastica, ma anche a cotton fioc e a una serie di attrezzi per la pesca. Sono alcuni degli oggetti che presto saranno vietati in tutta Europa: oggi la Commissione europea ha presentato una proposta normativa che mette al bando i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d'Europa e una serie di attrezzi da pesca che sono di norma perduti e abbandonati durante le catture.

Nell’insieme, questi prodotti rappresentano il 70% dei rifiuti marini e potrebbero causare, secondo Bruxelles, danni ambientali quantificabili in 223 miliardi di euro entro il 2030. Da qui la drastica decisione di metterli al bando. Ma le misure non si fermano qui: Bruxelles propone anche che entro il 2025 il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande venga raccolto per il riciclaggio e introduce dei costi di gestione e bonifica a carico dei produttori.

"È innegabile che i rifiuti di plastica siano una grande questione e che gli europei debbano agire insieme per affrontarla, tanto più che i rifiuti di plastica finiscono nell'aria che respiriamo, nel suolo, negli oceani e sulle nostre tavole”. Dice Frans Timmermans, vicepresidente Ue responsabile per lo sviluppo sostenibile. Secondo l’altro vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, "la plastica è un materiale straordinario, che dobbiamo però usare in modo più responsabile. I prodotti di plastica monouso non sono una scelta intelligente né dal punto di vista economico né da quello ambientale, e le proposte presentate oggi aiuteranno le imprese e i consumatori a preferire alternative sostenibili”. 

Le proposte della Commissione

  • divieto di commercializzare determinati prodotti di plastica. Dove esistono alternative facilmente disponibili ed economicamente accessibili, i prodotti di plastica monouso saranno esclusi dal mercato. Il divieto si applicherà a bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, tutti prodotti che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. I contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore;
  • obiettivi di riduzione del consumo. Gli Stati membri dovranno ridurre l'uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica. Potranno farlo fissando obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente;
  • obblighi per i produttori. I produttori contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione per i seguenti prodotti: contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (ad esempio, per patatine e dolciumi), contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro (come i mozziconi di sigaretta), salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. Sono anche previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti;
  • obiettivi di raccolta. Entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ad esempio, introducendo sistemi di cauzione-deposito;
  • prescrizioni di etichettatura. Alcuni prodotti dovranno avere un'etichetta chiara e standardizzata che indica come devono essere smaltiti, il loro impatto negativo sull'ambiente e la presenza di plastica. Questa prescrizione si applica agli assorbenti igienici, alle salviette umidificate e ai palloncini;
  • misure di sensibilizzazione. Gli Stati membri dovranno sensibilizzare i consumatori all'incidenza negativa della dispersione nell'ambiente dei prodotti e degli attrezzi da pesca in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti.
  • attrezzi per la pesca. Tali strumenti rappresentano il 27% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge. La Commissione punta a completare il quadro normativo vigente introducendo regimi di responsabilità del produttore per gli attrezzi da pesca contenenti plastica: “i fabbricanti dovranno coprire i costi della raccolta quando questi articoli sono dismessi e conferiti agli impianti portuali di raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento; dovranno anche coprire i costi delle misure di sensibilizzazione”. 

Le nuove regole, scrive Bruxelles, “sono proporzionate e concepite per ottenere i migliori risultati, vale a dire non a tutti i prodotti si applicheranno le stesse misure: saranno messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative, mentre si limiterà l'uso di quelli di cui non esistono valide alternative riducendone il consumo a livello nazionale”.  

Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l'85 % dei rifiuti marini. Sotto forma di microplastica sono presenti anche nell'aria, nell'acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti sulla salute ancora sconosciuti. “Affrontare il problema della plastica è una necessità, che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione – dice la Commissione Ue – Anche le imprese ci guadagneranno in competitività: una normativa unica per l'intero mercato dell'Ue offre alle imprese europee un trampolino per sviluppare economie di scala e rafforzare la competitività nel mercato mondiale in piena espansione dei prodotti sostenibili”. Con i sistemi di riutilizzo (come quelli di cauzione-rimborso) “le imprese potranno contare su un approvvigionamento stabile di materiali di alta qualità”. 

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Prossime tappe

Le proposte della Commissione passeranno ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. La Commissione si augura che le misure possano andare in porto già entro le prossime elezioni europee del maggio 2019. “Grazie alla direttiva proposta – sottolinea Bruxelles - si trarranno benefici ambientali ed economici: si eviterà l'emissione di 3,4 milioni di tonnellate di Co2 equivalente e si genereranno risparmi per i consumatori dell'ordine di 6,5 miliardi di euro”.
 

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