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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Energia fossile

Parigi, New York e Amnesty portano la Total in tribunale: "Responsabile del Climate Change"

Le due città e la ong hanno fatto causa contro il colosso francese dell’energia accusato di non vigilare abbastanza sul suo impatto ambientale

Le città di Parigi e New York, assieme all’ong Amnesty International, si sono unite a un’azione legale contro il colosso francese TotalEnergies per obbligare il gruppo a rispettare i requisiti ambientali previsti dai trattati internazionali. La causa, avviata due anni e mezzo fa, era stata inizialmente intrapresa dall’organizzazione ambientalista Notre affaire à tous che si batte per la “giustizia climatica”. 

"Con questa causa vogliamo costringere un attore chiave dell'energia a rispettare l'accordo di Parigi" sulla lotta al cambiamento climatico, ha dichiarato la sindaca della capitale francese, Anne Hidalgo, annunciando la partecipazione dell’amministrazione parigina all’azione legale contro “le conseguenze del riscaldamento globale”. Hidalgo ha comunque riconosciuto la natura "simbolica" del caso, che tuttavia, a detta della sindaca, potrebbe aiutare a “riportare la speranza”. In un videomessaggio pubblicato sul suo account Twitter, Hidalgo ha anche attaccato il governo francese accusandolo di "inerzia di Stato" di fronte a "una sete di giustizia”.

L'azione legale - riporta Le Figaro - si basa su una legge del 2017 relativa all'obbligo di diligenza delle società. Da allora, le aziende con più di 5mila dipendenti devono pubblicare regolarmente un piano di vigilanza per mettere in chiaro le loro azioni per identificare e prevenire i rischi e i danni all'ambiente causati dalle proprie attività. Ma le misure di vigilanza adottate da TotalEnergies, a detta delle ong e delle amministrazioni che hanno deciso di sporgere denuncia, sono state insufficienti.

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La Total, da parte sua, ha espresso rammarico per l’azione legale a suo carico e ha sottolineato che “l'impegno concreto e consistente per le energie rinnovabili e l'elettricità fornisce una risposta molto più efficace alla questione climatica rispetto al contenzioso”. In passato, la compagnia petrolifera anglo-olandese Shell, in un’azione dello stesso tipo, era stata condannata a ridurre le proprie emissioni di CO2 del 45% entro la fine del 2030 rispetto ai livelli del 2019.

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