Giovedì, 5 Agosto 2021
Ambiente

L'industria dei palloncini contro i divieti Ue anti-plastica: campagna ingannevole

Il settore chiede di essere escluso e di non essere affatto tra i principali responsabili dell'inquinamento marino come affermato dalla Commissione europea

Non è vero che i palloncini e le loro asticelle sono tra i principali responsabili dell'inquinamento dei mari, per questo la Commissione europea deve escluderli dal bando che intende imporre per salvaguardare l'ambiente. Ad affermarlo è l'Ebpc, la principale associazione industriale di produttori di palloncini e oggetti per le feste in Europa, che ha scritto a Bruxelles chiedendole di correggere quelle che ritiene “affermazioni ingannevoli” contenute nella nuova campagna contro i rifiuti marini lanciata in occasione della giornata mondiale dell'ambiente.

L'esecutivo comunitario ha stilato una lista dei10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d'Europa e che rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Tra questi proprio le asticelle per i palloncini. Ma l'Ebpc afferma invece che secondo l'Ospar, organizzazione attraverso la quale 15 governi e l'Ue cooperano per proteggere l'ambiente marino, nel numero totale di oggetti di plastica trovati sulle spiagge europee tra il 2010 e il 2016, i palloncini rappresentavano solo l'1% e le asticelle lo 0 %. 

La stretta Ue sulla plastica

"Il database Ospar per l'Europa contiene le informazioni sulla classificazione dei rifiuti marini più complete al mondo. L'analisi delle cifre mostra che i palloncini e asticelle non rientrano nella lista dei 10 primi articoli, e infatti sono al 36esimo posto, con lo 0,39%, secondo i dati dell'Agenzia europea dell'ambiente riferiti al periodo 2013 – 2018”, ha affermato Suteesh Chumber, responsabile delle operazioni dell'Ebpc.

Secondo l'organizzazione “la correzione delle affermazioni inesatte della Commissione europea è molto importante”, perché se i palloncini e asticelle fossero “erroneamente presi in considerazione nella nuova regolamentazione”, ciò “sarebbe devastante per l'industria e i lavori del settore senza che ciò apportasse un tangibile guadagno ambientale”. L'Ebpc rivendica che il comparto impiega circa 15mila persone nella sola produzione, e che questa industria contribuisce con più di 150 milioni di euro di tasse annuali alle finanze dei governi di tutta Europa.

In seguito al divieto di uso di buste di plastica del 2015, il 72% degli europei dichiara di averne ridotto l'uso e ora l'Ue prende di mira altri 10 prodotti di plastica monouso ritenuti particolarmente inquinanti. Oltre ai palloncini saranno presi di mira anche cotton fioc, posate, piatti, cannucce, mescolatori e contenitori per bevande.

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